“Bimba ritrovata in un campo Rom in Grecia”. Una notizia vecchia di 5 anni
Pubblicato: venerdì 6 aprile 2018

Lo scorso 3 aprile, il sito tuttoinweb.com ha pubblicato* un articolo dal titolo “Bimba ritrovata in un campo Rom in Grecia: fate girare la foto per avvertire i genitori”.

Nel testo si legge che nel campo nomadi di Farsala, in Grecia, sarebbe stata ritrovata una bambina bionda, “con gli occhi chiari, dai tratti scandinavi o dell’Est Europa e dall’età apparente di quattro anni”. Il pezzo prosegue spiegando che le autorità elleniche avrebbero lanciato un appello internazionale per cercare i veri genitori della piccola, poiché dal test del Dna sarebbe risultato “che la coppia con cui viveva non ha nulla a che fare con lei dal punto di vista genetico”. I due sarebbero stati arrestati e accusati di rapimento di minori.

Si tratta di una notizia di cinque anni fa, ma presentata senza riferimenti temporali. Inoltre non viene raccontato come poi la vicenda si è conclusa. Partiamo dalla fonte. tuttoinweb.com riprende un articolo del sito ImolaOggi.it pubblicato il 18 ottobre del 2013.

Che cosa era successo? Nell'ottobre del 2013, come riportarono diverse testate nazionali e internazionali (qui, qui e qui) una bambina con gli occhi azzurri era stata notata dalla polizia greca durante un'operazione antidroga in un campo nomadi a Farsala, nella Grecia centrale. I due presunti genitori erano stati fermati e interrogati, fornendo differenti versioni.

Scriveva La Stampa: “Una volta hanno raccontato che la bambina era stata trovata avvolta in una coperta, un’altra che era stata consegnata loro da alcuni estranei, o ancora che il padre era straniero”. Tramite il test del Dna si era scoperto che non erano i genitori biologici. Erano stati quindi incriminati per sequestro di persona. La polizia aveva poi lanciato un appello internazionale per ritrovare i genitori della bambina.

Pochi giorni dopo erano stati ritrovati, tramite il test del Dna, i genitori biologici della bambina bionda: si trattava di una coppia della comunità Rom della città di Nikolaevo, nella Bulgaria centrale. In base a quanto ammesso dalla stessa madre biologica della bambina, l'affidamento alla coppia di nomadi greci si sarebbe verificato nel 2009 in Grecia, quando lei si trovava lì per lavorare come raccoglitrice di olive, e i motivi del gesto sarebbero stati di carattere economico. La madre aveva comunque dichiarato di non aver ricevuto soldi per separarsi dalla propria figlia.

Nel 2015, infine, la coppia di Rom greci, con cui la bambina era stata trovata dalla polizia due anni prima, è stata prosciolta dalla accuse perché non c'erano elementi sufficienti per portare avanti le accuse di sequestro di persona.

*Aggiornamento 6 aprile 2018: la stessa notizia è stata pubblicata dal sito attivotv.it

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