Carlo Calenda

Calenda fa un po’ di confusione sul primato italiano negli «eventi climatici catastrofici»

«L’Italia detiene il triste primato in Ue su eventi climatici catastrofici»

Pubblicato: 27 ott 2021
Data origine: 27 ott 2021
Macroarea ambiente

Il 27 ottobre il leader di Azione Carlo Calenda ha commentato con un post su Facebook i violenti temporali che nelle scorse ore hanno colpito la città di Catania, in Sicilia, causando forti esondazioni. L’ex ministro dello Sviluppo economico ha scritto che questo caso non è «isolato» e che il nostro Paese ha il «triste primato» nell’Unione europea per gli «eventi climatici catastrofici».

Nel post Calenda ha anche pubblicato uno spezzone della sua partecipazione del 26 ottobre alla trasmissione Tagadà su La 7, in cui ha mostrato alcuni dati contenuti in un documento presentato quel giorno da Azione per far fronte all’emergenza climatica. «In tutta Europa la sola Italia ha il 44 per cento degli eventi calamitosi», ha affermato (min. 0:48) il leader di Azione a sostegno della sua tesi, facendo vedere anche una mappa del continente, secondo cui l’Italia sarebbe il Paese più colpito dall’«erosività delle precipitazioni».

Abbiamo verificato a che cosa fanno riferimento questi dati e Calenda ha fatto un po’ di confusione, anche se è vero che il nostro Paese è tra i più colpiti nel continente dagli effetti dei cambiamenti climatici.

Da dove vengono i dati di Calenda

Partiamo dal dato secondo cui la «sola Italia» avrebbe registrato quasi la metà di tutti gli eventi calamitosi in Europa.

Nel documento presentato da Azione viene citata (pag. 114, Grafico 1) come fonte di questo dato l’Associazione nazionale dei costruttori edili (Ance), che in un’audizione parlamentare di marzo 2021 sul “Piano nazionale di ripresa e resilienza” (Pnrr) ha dichiarato: «Dal 2002 ad oggi l’Europa ha certificato all’Italia danni conseguenti a calamità naturali per quasi 59 miliardi che rappresentano il 44 per cento dei danni totali subiti in tutta Europa (134 miliardi)».

Grafico 1. Il grafico pubblicato nel documento di Azione sulle proposte ambientali – Fonte: Azione

Ance non ha specificato qual è la fonte di queste cifre, che però coincidono con i danni riconosciuti dall’Unione europea agli Stati membri dal 2002 a novembre 2019, attraverso il Fondo di solidarietà europeo, creato per rispondere ai danni causati dalle grandi calamità naturali.

In 17 anni l’Ue ha riconosciuto all’Italia danni per quasi 59 miliardi di euro, il dato più alto di tutta l’Unione e poco meno della metà sul totale, ricevendo aiuti per circa 2,8 miliardi di euro.

Nella stima di questi danni non rientrano però solo quelli causati da «eventi climatici disastrosi», l’espressione usata su Facebook da Calenda. La maggior parte dei danni riconosciuti all’Italia – circa 47 miliardi – è stata causata da quattro terremoti, avvenuti tra il 2002 e il 2017. I danni legati alle alluvioni ammonterebbero invece a circa 11 miliardi di euro, una cifra per esempio più bassa dei 18 miliardi di danni causati dal maltempo in Germania, dove si aggiungono anche i 4,7 miliardi di danni portati dalla tempesta Kyrill nel 2007.

Ricapitolando: secondo Calenda, l’Italia ha il primato sugli «eventi climatici disastrosi», ma a sostegno di questa tesi usa una stima che tiene in considerazione anche i danni causati da terremoti, e non solo da fenomeni climatici (Tabella 1). In base ai dati riconosciuti dal Fondo di solidarietà europeo, tra il 2002 e il 2019 la Germania ha registrato danni economici causati dalle alluvioni superiori a quelli dell’Italia.

Tabella 1. Gli eventi naturali presi in considerazione dall’Ue – Fonte: Fondo europeo di solidarietà

La Germania è prima anche se si guardano i dati più aggiornati dell’Agenzia europea dell’ambiente (Eea), che utilizza il database NatCatService, realizzato dalla compagnia di riassicurazione tedesca MunichRe, che in sostanza assicura a sua volta gli assicuratori (ne avevamo scritto più nel dettaglio in un fact-checking di dicembre 2019). Secondo l’Eea, dal 1980 al 2019 gli eventi climatici disastrosi – considerando alluvioni, siccità e ondate di caldo – hanno causato danni in Germania per un valore pari a 107,5 miliardi di euro, contro i 72,5 miliardi di euro dell’Italia. Al terzo posto troviamo la Francia (67,5 miliardi) e al quarto la Spagna (45,4 miliardi).

La Germania supera poi di poco l’Italia pure nell’ultimo rapporto Global Climate Risk 2021, pubblicato ogni anno da Germanwatch, un’organizzazione non governativa con sede a Bonn, in Germania, che si occupa di condurre analisi e ricerche sugli effetti dei cambiamenti climatici nel mondo. Secondo il rapporto, tra il 2000 e il 2019 la Germania ha registrato più danni economici dell’Italia, ma meno morti causati da eventi climatici estremi.

Da dove viene la mappa sulle piogge

A sostegno della sua tesi, in tv Calenda ha anche mostrato (min. 0:28) una mappa, contenuta (pag. 116) nel documento di proposte ambientali avanzato da Azione. Secondo Calenda, «più è blu» la cartina, «più sono erosive» le piogge, e l’Italia è la zona europea con la maggiore erosività (il “fattore-R”), ossia il rischio maggiore che l’acqua possa erodere il suolo e causare danni (Mappa 1). Questo dato è riportato correttamente e, come citato dal documento di Azione, la fonte è una stima del 2015 dell’European soil data centre (Esdac), un centro di ricerca dell’Ue che studia le caratteristiche del suolo europeo.

Mappa 1. La mappa pubblicata da Azione nel documento sulle proposte ambientali – Fonte: Azione

In ogni caso, questa cartina mostra la potenziale pericolosità del territorio italiano in caso di piogge, e non i danni già causati dalle piogge o da altri eventi climatici.

Prima di concludere, ricordiamo – come abbiamo scritto diverse volte in passato – che il 90 per cento dei comuni italiani (circa il 16,6 per cento della superficie del territorio italiano) ha al loro interno aree a rischio di frane e alluvioni. E che le temperature nel Mar Mediterraneo stanno aumentando a un ritmo più veloce rispetto a quelle medie globali, causando già da tempo gravi danni, soprattutto alle zone del Sud Italia.

Il verdetto

Secondo Carlo Calenda, «l’Italia detiene il triste primato in Ue su eventi climatici catastrofici», ma a sostegno di questa tesi porta due dati che dicono qualcosa di leggermente diverso.

In primo luogo, è vero che dal 2002 al 2019 l’Italia si è vista riconoscere dall’Ue danni per 59 miliardi di euro, con il Fondo europeo di solidarietà, poco meno della metà del totale di tutta l’Unione. Ma qui dentro non sono conteggiati solo eventi climatici disastrosi, come le alluvioni, ma anche i terremoti. In ogni caso, considerando solo i temporali, la Germania ha registrato danni economici più alti dell’Italia.

In secondo luogo, è vero che l’Italia ha il territorio con la maggiore erosività delle piogge. Ma questo non significa necessariamente che sia quello che ha registrato disastri climatici più gravi.

In conclusione, Calenda si merita un “Nì”.

Logo
Logo