Matteo Salvini

Salvini esagera sulla Cina che vaccina «mezza Africa» e «interi Paesi asiatici e americani»

«Adesso è la Cina (...) che vende vaccini al resto del mondo, che sta vaccinando mezzo continente africano, che sta vaccinando interi Paesi in Asia e in America»

Pubblicato: 05 gen 2021
Data origine: 03 gen 2021
Macroarea esteri

Il 3 gennaio il segretario della Lega Matteo Salvini ha diffuso sui propri canali social un video in cui commenta i festeggiamenti per il nuovo anno avvenuti in Cina. Nel filmato Salvini afferma ancora una volta la sua teoria del virus «creato» dai cinesi – in passato abbiamo scritto della linea altalenante di Salvini sugli ammiccamenti al complottismo – e sostiene (min. 1:06) che la Cina ora stia «vaccinando mezzo continente africano» e «interi Paesi in Asia e in America».

L’affermazione, in base alle informazioni disponibili, è un’esagerazione: non è vero che i vaccini cinesi siano usati in così tante parti del mondo, ma è vero che Pechino stia portando avanti una sua “diplomazia sanitaria” tramite il vaccino in diverse regioni. Andiamo a vedere i dettagli.

I vaccini cinesi

Il Launch and Scale Speedometer del Duke Global Health Innovation Center è uno strumento che si occupa di analizzare i fattori che possono consigliare o sconsigliare l’adozione di misure sanitarie globali. Tra le altre cose tiene anche traccia degli acquisti di vaccini contro il Sars-CoV-2 fatti dai vari Stati.

In base a questi dati, aggiornati al 29 dicembre 2020, risultano tre aziende cinesi produttrici di vaccini che hanno ottenuto accordi per l’acquisto di dosi da parte di diversi Stati: la Sinovac, la Sinopharm e la CanSino Biologics.

Secondo quanto riporta il vaccine tracker del New York Times, quattro vaccini prodotti da queste tre aziende sono in fase 3 ma la Cina (insieme alla Russia) ha autorizzato l’uso dei vaccini senza attendere l’esito dei test di questa fase.

Chi li ha comprati?

Vediamo ora quali Paesi risultano aver confermato il proprio interesse per i vaccini cinesi e quante dosi si sono impegnati ad acquistare (la lista di quali Paesi stiano testando i vaccini cinesi – che comprende ad esempio Pakistan e Bangladesh – è diversa e da non confondere). Abbiamo aggregato i dati rilevanti nella tabella qui sotto.

Tabella 1: I Paesi che hanno acquistato vaccini dalla Cina, milioni di dosi. Fonte: Launch and Scale Speedometer, Duke Global Health Innovation Center e World Bank per le popolazioni

Come si vede, nell'elenco non compare nemmeno un Paese africano. La situazione del continente per quanto riguarda la fornitura di vaccini è drammatica, stando a quanto di recente affermato da Cyril Ramaphosa, presidente del Sudafrica e dell’Unione africana. Ramaphosa ha infatti ammesso che i Paesi africani hanno poche opzioni, visto l’alto costo dei vaccini approvati al momento.

Negli ultimi giorni sono state pubblicate alcune notizie di Paesi africani interessati all’acquisto del vaccino cinese, come ad esempio Egitto e Marocco, che potrebbero non essere conteggiati nel Launch and Scale Speedometer o perché gli acquisti sarebbero successivi al 29 dicembre, o perché ancora non ufficializzati, o perché non si tratta di acquisti ma di donazioni. Secondo quanto riportano alcune autorevoli fonti di stampa, infatti, da mesi la Cina starebbe portando avanti una sorta di “diplomazia sanitaria”, per rafforzare i legami con i Paesi africani, con la prospettiva di donare loro i propri vaccini, costruendo un’infrastruttura logistica in tal senso nel continente.

In ogni caso, parlando di «mezzo continente africano» che la Cina starebbe vaccinando, Salvini esagera sul punto.

Gli unici due Paesi che verrebbero poi “interamente” coperti dai vaccini cinesi sono Hong Kong (che è parte della Cina dal 1997) e il Cile. L’Indonesia spicca per quantità di vaccini in valore assoluto, con 205,5 milioni di dosi acquistate da aziende cinesi. Ma la sua popolazione (270 milioni circa di abitanti) non risulta comunque integralmente coperta, tanto che il governo ha negoziato l’acquisto di altri 130 milioni di dosi da società occidentali (AstraZeneca-Università di Oxford e Novavax).

Dunque sostenere che ci siano «interi Paesi in Asia e in America» a cui la Cina vende i suoi vaccini, come fa Salvini, è un’esagerazione. Tanto più evidente se confrontiamo le quantità di vaccino vendute dalle aziende cinesi con quelli venduti da aziende occidentali (qui un’infografica elaborata sui dati di inizio dicembre, ma sostanzialmente ancora attuali, del Launch and Scale Speedometer del Duke Global Health Innovation Center).

Il verdetto

Il 3 gennaio Matteo Salvini ha affermato che la Cina ora stia «vaccinando mezzo continente africano» e «interi Paesi in Asia e in America».In base ai dati più autorevoli disponibili al momento, l’affermazione è esagerata.

Ci sono alcune notizie di stampa negli ultimi giorni che parlano di acquisti conclusi o programmati da parte di alcuni Paesi africani, come ad esempio Marocco ed Egitto, e, in generale, sembra che Pechino abbia l’intenzione di usare i propri vaccini come strumento geopolitico in Africa per aumentare la propria influenza nell’area. Dalle informazioni contenute nel Launch and Scale Speedometer del Duke Global Health Innovation Center risulta però che al 29 dicembre nessun Paese africano avesse già acquistato dosi di vaccino da aziende cinesi. In ogni caso parlare di Cina che sta «vaccinando mezzo continente africano» è un’esagerazione.

L’unico Paese che poi ha acquistato da aziende cinesi dosi sufficienti di vaccino per coprire la propria “intera” popolazione è il Cile (insieme a Hong Kong, che è però parte della Cina).

In totale i Paesi che, sempre in base ai dati del Launch and Scale Speedometer aggiornati al 29 dicembre, risultano aver contrattato l’acquisto di dosi da Pechino sono otto. Le quantità maggiori sono quelle prenotate da Indonesia, Cile, Turchia e Brasile.

Nel complesso, Salvini si merita un “Nì”.

Logo
Logo
Logo
Logo