Matteo Salvini

​Salvini ha fatto disinformazione sui brogli elettorali negli Stati Uniti

«Il fatto che [negli Stati Uniti] in alcune contee ci siano più voti che elettori, più schede che cittadini, qualche dubbio giustamente lo fa venire»

Pubblicato: 06 nov 2020
Data origine: 06 nov 2020
Macroarea esteri

Come già fatto nelle ore precedenti da alcuni esponenti del suo partito, anche Matteo Salvini ha contribuito a diffondere notizie infondate su presunti brogli elettorali avvenuti durante le presidenziali americane del 3 novembre 2020, originariamente denunciati dal presidente americano Donald Trump.

È successo il 6 novembre, nel corso della trasmissione 24 Mattino di Radio 24, dove il leader della Lega ha dichiarato (min. 31:37): «Il fatto che in alcune contee ci siano più voti che elettori, più schede che cittadini, qualche dubbio giustamente lo fa venire. Che si stiano fermando e ricontando mi pare necessario, perché è come se a Milano ci fossero 2 milioni di voti quando siamo un milione e 200 mila. Vederci chiaro fino in fondo mi sembra necessario».

Si tratta di un’informazione falsa – una “Panzana pazzesca”, come le classifichiamo a Pagella Politica – inizialmente diffusasi sui social network e già ampiamente smentita dai siti di fact-checking americani. Andiamo a vedere di che cosa si tratta.

La dichiarazione infondata di Salvini

La risposta di Salvini a Radio 24 fa riferimento a una serie di bufale che si sono diffuse dopo il voto del 3 novembre sul tema “più voti che votanti”.

Una di quelle che ha avuto più successo è stata messa in giro da un tweet diventato virale nella notte delle elezioni americane. Il tweet era stato pubblicato da Mike Coudrey, imprenditore di 27 anni e sostenitore assai attivo dei presunti brogli a danno di Trump.

Il tweet, ora rimosso, diceva (in inglese): «Ultim’ora: il Wisconsin ha più voti che persone registrate per votare. Numero totale di votanti registrati: 3.129.000. Numero totale di voti: 3.239.920. Questa è la prova diretta di brogli».

Figura 1. Il tweet di Mike Coudrey, poi rimosso.

Come hanno rilevato diversi siti di fact-checking – tra cui Snopes, Associated Press, Reuters e PoliFact – si tratta di una notizia falsa. Mentre il numero di voti pubblicato da Coudrey è corretto (3.239.920, come riporta il New York Times) il numero di 3.129.000 elettori registrati arriva infatti dalle elezioni di metà mandato del 2018. Il numero di elettori registrati per le presidenziali del 2020, come spiega la commissione elettorale del Wisconsin, era salito a 3.684.726. Quasi 400 mila più dei voti effettivamente scrutinati.

Un’altra versione di questa falsa notizia è invece circolata per via di un errore nella pubblicazione dei dati commesso dal sito WorldPopulationReview.com. Come spiega Snopes, una tabella presente sul portale (che si occupa di aggregare statistiche da tutto il mondo) indicava che in 7 stati il numero di voti superasse quello degli elettori registrati.

Gli stati in questione erano Nevada, Pennsylvania, Minnesota, North Carolina, Wisconsin, Michigan, Arizona e Georgia. Il 5 novembre 2020 il sito ha aggiornato i dati, specificando che «una precedente versione di questa pagina conteneva dati del 2018», anche in questo caso raffrontati con quelli del 2020.

Si tratta solo di due dei molteplici esempi di disinformazione che in queste ore circolano a proposito delle elezioni americane e dei presunti brogli a danno del presidente uscente Donald Trump.

Il verdetto

Non è vero, come ha sostenuto Matteo Salvini, che in alcune contee americane ci sono stati più voti che elettori registrati. Il leader della Lega fa riferimento con ogni probabilità a una falsa informazione sul Wisconsin diffusa dai social network americani e ad un errore di presentazione dei dati commesso da un portale di statistiche a proposito di alcuni stati americani.

Come hanno verificato diversi siti di fact-checking indipendenti, in entrambi i casi di disinformazione erano stati comparati i voti scrutinati nel 2020 agli elettori registrati nel 2018 per le elezioni di metà mandato. I dati reali mostrano invece che i voti in tutti gli stati sono inferiori al numero di elettori registrati.

“Panzana pazzesca”, dunque, per Salvini.

– Leggi anche: PORTI CHIUSI! Così Salvini imita la comunicazione (e non solo) di Trump

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