Ignazio La Russa

Non è vero che in Germania non danno i dati sugli asintomatici per «non creare allarmismo»

«Occorre seguire quello che stanno facendo, per esempio, in Germania, dove nei numeri che vengono comunicati non si tiene conto dei non ammalati, degli asintomatici. Serve a non creare allarmismo»

Pubblicato: 23 ott 2020
Data origine: 21 ott 2020
Macroarea questioni sociali

Il 21 ottobre, in un intervento a Palazzo Madama, il vicepresidente del Senato Ignazio La Russa (Fratelli d’Italia) ha suggerito al governo di fare come i tedeschi per «non creare allarmismo» sull’epidemia di nuovo coronavirus nel nostro Paese.

Secondo l’ex ministro della Difesa, infatti, in Germania i dati che vengono comunicati sui contagi non tengono conto degli «asintomatici», o «non ammalati», come li chiama La Russa.

Abbiamo verificato e questo non è assolutamente vero: i dati sui nuovi contagiati in Germania considerano tutti i nuovi casi di coronavirus certificati in laboratorio, senza fare distinzione tra la presenza di sintomi o meno. E questi dati vengono ripresi quotidianamente anche dai media tedeschi. Vediamo i dettagli.

Che cosa si dice in Germania

Ogni giorno il Robert Koch Institute – l’equivalente tedesco del nostro Istituto superiore di sanità (Iss) – pubblica un bollettino con i dati epidemiologici sull’emergenza coronavirus in Germania.

Sia nella versione in tedesco che in quella in lingua inglese, il bollettino specifica che i dati sui nuovi contagi non escludono dal conteggio i cosiddetti “asintomatici”, cioè i positivi che non mostrano i sintomi della malattia Covid-19.

Il Robert Koch Institute «considera come casi Covid-19 tutti i casi confermati in laboratorio di Sars-CoV-2, al di là della presenza o della gravità dei sintomi clinici della malattia», si legge nel bollettino. «In questo report il termine “casi Covid-19” ricopre sia le infezioni gravi di Sars-CoV-2 che tutti i casi di malattia Covid-19».

Ricordiamo che Sars-CoV-2 è il nome del nuovo coronavirus, mentre Covid-19 è il nome della malattia causata dal virus.

Gli standard seguiti dal Robert Koch Institute sono quelli stabiliti dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), un’agenzia indipendente dell’Unione europea che si occupa del contrasto alle malattie infettive.

Secondo l’Oms, un caso confermato di Covid-19 è una persona che ha ricevuto una conferma dell’infezione con un test in laboratorio, al di là della sintomatologia clinica. Discorso analogo vale per l’Ecdc, e anche – per esempio – per i dati comunicati giornalmente dalla nostra Protezione civile.

Dunque, sintomi o non sintomi, fa poca differenza: la Germania comunica i numeri dei positivi al virus, al di là del quadro clinico. La dichiarazione di La Russa è quindi sbagliata.

Forse il senatore di Fratelli d’Italia faceva riferimento ai media tedeschi e a come comunicano i dati dell’epidemia? Ma anche qui le cose non tornano.

Per esempio, secondo i dati del Robert Koch Institute, il 22 ottobre in Germania sono stati registrati 11.287 nuovi contagiati in più rispetto al giorno precedente. Lo stesso numero è riportato, tra gli altri, da testate come Deutsche Welle, Der Tagesspiegel, Handelsblatt e Die Welt, che dunque comunicano i dati così come sono raccolti.

Ricordiamo poi che, al di là di quello che si sente ripetere ormai da mesi, «ad oggi non è vero che la stragrande maggioranza degli infetti da Sars-CoV-2 è asintomatica», come hanno spiegato di recente i nostri colleghi di Facta. «La maggior parte dei contagiati sviluppa, prima o poi, dei sintomi più o meno gravi. Precisiamo poi che gli studi dimostrano come anche coloro che non sviluppano sintomi possono subire, in alcuni casi, danni nascosti ai polmoni e al cuore. Quindi è scorretto dire che gli asintomatici siano automaticamente portatori sani e in minor pericolo rispetto agli altri».

– Leggi anche: Che cosa sappiamo e che cosa deve dirci ancora la scienza

Il verdetto

Secondo Ignazio La Russa, in Germania non danno i numeri sui contagiati asintomatici da nuovo coronavirus «per non creare allarmismo». Ma questo non è vero.

I bollettini del Robert Koch Institute – ripresi quotidianamente anche dai media tedeschi – considerano come nuovi contagiati tutte le persone positive al virus con un test in laboratorio, al di là della presenza di sintomi o meno. Questa pratica segue quelle che sono le indicazioni internazionali sulla definizione dei casi Covid-19.

La Russa, dunque, si merita una “Panzana pazzesca”.

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