Matteo Salvini

Salvini ha quasi ragione sui disabili e i precari nella scuola

«Ci sono 260 mila studenti disabili nelle scuole italiane, e ci sono solo 150 mila insegnanti di sostegno, di cui 50 mila precari [...] Gli insegnanti precari, sia di sostegno che delle altre scuole italiane, [...] sono 200 mila» (min. -1:11:55)

Pubblicato: 18 giu 2020
Data origine: 11 giu 2020
Macroarea questioni sociali

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L’11 giugno, ospite a Porta a Porta su Rai 1, il leader della Lega Matteo Salvini ha detto (min. -1:11:55) che nelle scuole italiane «ci sono circa 260 mila studenti disabili» a fronte di soli 150 mila insegnanti di sostegno, di cui «50 mila precari». L'ex ministro della Lega ha poi aggiunto che gli «insegnanti precari» in Italia sono «200 mila».

Andiamo allora a verificare se le cifre citate dal segretario leghista sono corrette oppure no.

Quanti sono gli studenti disabili

Salvini, lo diciamo subito, sta parlando di come investire risorse pubbliche e sta quindi facendo riferimento alle scuole statali, i cui docenti sono dipendenti pubblici, e non alle scuole non statali, i cui docenti sono invece lavoratori assunti da privati.

Premesso questo, è vero che secondo i dati dell’ultimo report del Ministero dell’Istruzione (Miur) per l’anno scolastico 2019-2020, il numero di alunni con disabilità nelle scuole statali è di circa 260 mila.

Sono, più precisamente, 259.757, in aumento di oltre 75 mila unità (+41 per cento) negli ultimi 10 anni e di circa 14 mila unità (+5 per cento) rispetto all’anno scorso. Su questo punto, quindi, i dati forniti da Salvini corrispondono al vero.

Nelle scuole non statali invece nell’anno scolastico 2017-2018, l’ultimo per cui abbiamo i dati, gli alunni con disabilità erano 18.572, di cui 13.601 in quelle paritarie.

Quanti sono gli insegnanti di sostegno

I numeri citati da Salvini sono corretti anche per il numero di insegnanti di sostegno.

Il dossier del Miur parla effettivamente di poco più di 150 mila docenti impegnati nell’assistenza a studenti disabili nelle scuole statali nell’anno scolastico 2019-2020.

Gli assunti di ruolo sono 100.080, mentre i posti di sostegno in deroga – cioè quelli autorizzati solo successivamente rispetto al personale assegnato ad inizio anno alle scuole e quindi in costante stato di precarietà – sono 50.529.

Lombardia, Sicilia e Toscana sono le regioni che ricorrono di più a docenti precari. Tra le regioni “virtuose” c’è la Liguria che, a fronte di 2.223 insegnanti di sostegno di ruolo, soltanto 9 sono precari. Rispetto allo scorso anno scolastico, il numero totale di insegnanti di sostegno è aumentato di oltre 10 mila unità, ma si tratta principalmente di contratti in deroga. Resta invariata la quota di insegnanti di sostegno con contratto di lavoro stabile (100 mila unità).

Rispetto a quattro anni fa, l’aumento è ancora maggiore: nell’anno scolastico 2015-2016, infatti, gli insegnanti di sostegno erano poco meno di 120 mila. Anche in questo caso non è dato sapere quanti di questi fossero precari. Il trend è chiaro: il numero di insegnanti di sostegno è in netto aumento, ma ancora insufficiente a coprire le necessità della scuola italiana.

Il totale dei precari

È invece più spinosa la questione dei «200 mila precari» che Salvini propone di stabilizzare utilizzando una parte delle risorse del decreto “Rilancio”.

In Italia, secondo i dati del rapporto del Miur, gli insegnanti di ruolo sono 669.648 ma nei report del ministero non si fa riferimento a quanti siano quelli precari. Neanche nei database dell’Istat ci sono informazioni utili.

Inoltre, nella giungla del precariato scolastico fare un calcolo preciso è un’impresa impossibile, come ha ammesso anche Pino Turi, segretario generale della Uil scuola, contattato da Pagella Politica.

Oltre a farsi largo tra le diverse categorie di precari, come quelli iscritti alle graduatorie ad esaurimento (da cui ogni tre anni gli istituti attingono per le assunzioni), o i precari cosiddetti “storici” con più di 36 mesi di servizio, bisogna anche distinguere per ogni categoria varie “fasce” di maggiore o minore probabilità di essere chiamati per le supplenze.

Quantificare in maniera precisa il numero dei precari è molto complicato anche perché non si conoscono ancora le reali esigenze del prossimo anno, non solo in base al numero dei bambini iscritti ma anche a causa della situazione determinata dall’emergenza coronavirus.

L’ex ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, lo scorso settembre, nell’annunciare un nuovo concorso per insegnanti da 24 mila posti, aveva parlato di «120 mila precari della scuola che insegnano ai nostri figli».

Anche l’attuale ministra, Lucia Azzolina, in un’intervista a Il Sole 24 Ore, ha detto che i docenti precari «non sono 200 mila», come sostiene Matteo Salvini. Secondo la ministra, al settembre 2019 risultavano sottoscritti 109.195 contratti a tempo determinato, di cui oltre 44 mila di sostegno e il prossimo anno si dovrebbero registrare numeri analoghi se non più bassi.

Il numero di 200 mila precari a cui fa riferimento Matteo Salvini fa molto probabilmente riferimento a quello fornito il 26 maggio scorso da i cinque maggiori sindacati del settore (Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams) che in un comunicato hanno scritto: «Il prossimo anno scolastico si presenta con un numero di precari mai visto prima, oltre 200 mila».

Il segretario della Uil Scuola Turi ha confermato a Pagella Politica che questo numero comprende anche circa 30 mila lavoratori Ata, il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, che non fa parte del corpo docente.

Questo porterebbe il totale dei soli docenti precari intorno ai 170 mila. Tra questi sono inclusi anche i 50 mila insegnanti di sostegno con contratto in deroga.

Perché questa discrepanza tra i dati della ministra e quelli dei sindacati? Maddalena Gissi, leader della Cisl Scuola, citando il report “Stabilità e dignità del lavoro reclutamento, abilitazioni, contratto”, pubblicato dai sindacati nel 2020, ha scritto che il numero fornito dalla ministra è soltanto parziale perché si ferma a settembre 2019. In quattro mesi, fino a dicembre 2019, i contratti precari sono quasi raddoppiati arrivando a quota 187.865.

Il verdetto

Matteo Salvini ha detto che nelle scuole italiane ci sono 260 mila studenti disabili, e che i 150 mila insegnanti di sostegno (di cui 50 mila precari) attualmente presenti, non sono sufficienti a far fronte alle esigenze reali di questa fascia della popolazione. Il leader della Lega ha aggiunto che gli insegnanti precari in Italia sono «200 mila».

Mentre sul numero di docenti di sostegno e degli alunni disabili l’ex ministro dell’Interno sostiene delle affermazioni veritiere, sul numero totale di insegnanti precari in Italia, Salvini arrotonda per eccesso, includendo nel totale di 200 mila anche 30 mila persone che fanno parte del personale non docente.

Sui numeri dei precari non c’è comunque accordo: la ministra in carica dell'Istruzione Lucia Azzolina sostiene che siano 109 mila, mentre i sindacati calcolano che le supplenze di quest’anno scolastico sono state oltre 180 mila.

In conclusione, Salvini merita un “C’eri quasi”.

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