Beppe Grillo

"La crescita non dà posti di lavoro, li toglie. La Germania, negli ultimi vent'anni, ha raddoppiato la produzione di qualsiasi cosa. I posti di lavoro sono diminuiti del 15%"

Pubblicato: 19 feb 2013
Data origine: 24 gen 2013
Macroarea economia

Con questa dichiarazione, rilasciata a Siena nel corso del suo "Tsunami Tour", Beppe Grillo si erge a promotore della decrescita felice. L'aumento della produzione in Germania, a detta del leader del Movimento 5 Stelle, avrebbe portato ad una diminuzione dei posti di lavoro. Una dichiarazione eterodossa, abituati come siamo a sentire che - anche grazie alle riforme del mercato del lavoro volute da Gerhard Schroeder - la disoccupazione in Germania è calata drasticamente negli ultimi anni. Verifichiamo però nel dettaglio.

La produzione in Germania è effettivamente aumentata. Dai dati registrati da Eurostat, indicizzati al 2005, la produzione industriale è passata da 88,66 nel 1992 a 112,55 nel 2011, calando leggermente durante il 2012 fino a raggiungere 109,30 nel dicembre 2012 (la media per il 2012 è pari a 111,18). L'aumento è dunque evidente, anche se non si tratta esattamente di un raddoppio, bensì di un incremento di circa 20 punti. Anche i dati Ocse, che effettuano le aggregazioni in maniera leggermente diversa da Eurostat, mostrano un aumento della produzione di circa 20-25 punti rispetto al 1992 sia nel settore manifatturiero che in quello industriale.

Di fronte a questa crescita, cos'è successo ai posti di lavoro? Secondo Eurostat gli occupati in Germania sono passati da 36 milioni 480 mila a 39 milioni 737 mila nel periodo 1992-2011. Guardando ai dati trimestrali notiamo che nel terzo trimestre 2012 il numero di occupati ha addirittura superato i 40 milioni. Insomma, nessuna diminuzione, anzi: c'è stato un aumento nell'occupazione dell'8,9% tra il 1992 e il 2011, e addirittura del 10,7% se consideriamo l'occupazione nel terzo trimestre 2012. Al stesso tempo il tasso di disoccupazione ha avuto un andamento a "U rovesciata", salendo dal 6,6% del 1992 all'11,3% del 2005, per poi riscendere al 5,5% del 2012. In termini assoluti, i disoccupati sono passati da 2,6 milioni nel 1992 a 2,3 milioni nel 2012. In tutto la popolazione registrava un aumento di circa 1,6 milioni di persone.

Insomma la produzione e l'occupazione in Germania sono aumentate di pari passo, come si può vedere nel grafico sotto. Sembra proprio che Grillo stia riportando in maniera decisamente sbagliata l'esperienza tedesca: "Panzana pazzesca"!

PS: Sul cosiddetto "miracolo" tedesco (un termine apparentemente coniato da Paul Krugman in un editoriale del 2009) si è scritto moltissimo. Per quanto l'aumento occupazionale sia stato del tutto miracoloso, esso sembra esser stato accompagnato da un aumento della disparità sociale e dalla creazione di molti posti di lavoro precari e/o sottopagati. A riguardo segnaliamo un recente documento dell'Ocse e un reportage di Reuters.

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