Lorenzo Fioramonti

Davvero gli insegnanti italiani sono i meno pagati d’Europa?

«La Legge di stabilità servirà, innanzitutto, per rinnovare il contratto degli insegnanti e aumentare i loro stipendi, i più bassi d’Europa, di almeno 100 euro lordi».

Pubblicato: 14 ott 2019
Data origine: 13 ott 2019
Macroarea questioni sociali

Il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti (M5s) in un’intervista pubblicata dal quotidiano la Repubblica il 13 ottobre ha sostenuto che gli stipendi degli insegnanti italiani sono «i più bassi d’Europa».

L’affermazione è scorretta. Andiamo a vedere i dettagli.

I dati dell’Unione europea

Il report della Commissione europea Teachers' and School Heads' Salaries and Allowances in Europe – 2017/18, pubblicato a ottobre 2019, contiene i dati più aggiornati sull’argomento.

La situazione in Italia

Per quanto riguarda l’Italia, dalla relativa scheda Paese risulta che un insegnante appena assunto guadagna nelle scuole pre-primarie e primarie (Isced 02-1) 23.729 euro lordi all’anno, nelle scuole secondarie inferiori – e, quindi, la scuola media – e superiori (Isced 24-34) 25.541 euro.

Dopo 15 anni di carriera questi stipendi aumentano rispettivamente a 28.568 euro (scuole pre-primarie e primarie), a 31.094 euro (secondarie inferiori) e a 31.962 (secondarie superiori).

A fine carriera, al massimo dello stipendio raggiungibile, si arriva a 34.706 euro nelle scuole pre-primarie e primarie, a 38.112 nelle secondarie inferiori e a 39.839 nelle secondarie superiori.

Il confronto con il resto della Ue

Rispetto al resto dell’Unione europea, l’Italia non è l’ultima in classifica.

Se guardiamo al salario annuale lordo medio – tenendo in considerazione anche le “indennità” che spettano agli insegnanti, che sono molto sostanziose in alcuni Paesi – dei docenti di età compresa tra i 25 e i 64 anni, fanno registrare dati inferiori a quello italiano 12 Stati Ue su 28.

Si tratta della Repubblica Ceca, dell’Estonia, della Grecia, della Lettonia, della Lituania, dell’Ungheria, di Malta, della Polonia, del Portogallo, della Romania, della Slovenia e della Slovacchia.

Figura 1: Stipendio annuale lordo degli insegnati nei Paesi europei rispetto al pil pro capite – Fonte: Eurydice

Tra i grandi Paesi della Ue, la Francia è poco davanti all’Italia per quanto riguarda i docenti delle scuole pre-primarie e primarie, mentre è più lontana per quelli delle secondarie (sia medie che superiori). Il Regno Unito e, ancora di più, la Germania ci distanziano in tutti i livelli di istruzione.

Al di là del dato in sè, il report dell’Unione europea permette anche di confrontare lo stipendio degli insegnanti con il Pil pro-capite. In questo modo possiamo valutare gli stipendi dei docenti anche rispetto alla situazione economica dei vari Stati.

In Italia i due valori sono di fatto appaiati: lo stipendio medio annuale degli insegnanti è pari al Pil pro-capite.

Hanno invece stipendi superiori al Pil pro-capite il Belgio, la Danimarca, la Germania, l’Olanda, l’Austria, la Polonia, il Portogallo, la Slovenia e il Regno Unito-Irlanda del Nord. Guardando solo alle scuole secondarie, lo stesso si può dire anche per Grecia, Francia, Finlandia e Regno Unito-Irlanda del Nord.

Al contrario, hanno stipendi inferiori al Pil pro-capite la Repubblica Ceca, l’Estonia, la Lituania, la Romania, la Slovacchia, la Svezia e la Norvegia, così come la Lettonia, l’Ungheria e l’Islanda se non si considerano i docenti delle secondarie superiori.

Dunque anche in rapporto al reddito medio dei cittadini, gli stipendi dei docenti italiani non sono i più bassi in Europa.

I dati dell’Ocse

Anche l’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) riporta i dati relativi ai suoi 35 Stati membri, di cui molti europei.

I dati – che vengono aggregati con una metodologia diversa rispetto a quella usata dalla Ue, e quindi risultano non sovrapponibili – sono aggiornati al 2018, o all’anno più recente disponibile, e riguardano lo stipendio dei docenti della scuola primaria o secondaria (inferiore e superiore, dove la differenza esiste), dopo 15 anni di carriera.

Figura 2: Stipendio dei professori di scuola primaria e secondaria con 15 anni di esperienza nei Paesi Ocse – Fonte: Ocse

Come mostra il grafico dell’Ocse, l’Italia con 36.604 dollari per la scuola primaria (circa 33 mila euro), 39.840 dollari per la scuola secondaria inferiore (circa 36 mila euro) e 40.952 dollari per la scuola secondaria superiore (circa 37 mila euro) si posiziona, per stipendi, davanti a diversi Paesi europei.

Gli insegnanti italiani hanno stipendi più alti rispetto ai colleghi lituani, ungheresi, slovacchi, cechi, greci e polacchi.

La Francia fa registrare un dato più alto per quanto riguarda le scuole primarie (37.700 dollari) e uno più basso per le secondarie superiori (39.320 dollari).

Davanti all’Italia, tra i Paesi europei, troviamo poi – in ordine crescente – Slovenia, Finlandia, Islanda, Portogallo, Svezia, Spagna, Norvegia, Austria, Danimarca, Irlanda, Olanda, Germania e Lussemburgo.

La classifica si muove leggermente se consideriamo gli stipendi iniziali (il database Ocse consente di selezionare le diverse opzioni). L’Italia resta sempre davanti alla Grecia e ad una serie di Stati dell’Europa orientale, più o meno appaiata alla Francia, e dietro al resto degli Stati dell’Europa occidentale.

Figura 3: Stipendio dei professori di scuola primaria e secondaria ad inizio carriera nei Paesi Ocse – Fonte: Ocse

Se guardiamo infine agli stipendi massimi che si possono ottenere a fine carriera, la situazione cambia solo leggermente: la Francia ci distanzia, mentre alcuni Paesi del Nord Europa si avvicinano (in particolare Islanda e Finlandia).

Figura 4: Stipendio dei professori di scuola primaria e secondaria a fine carriera nei Paesi Ocse – Fonte: Ocse

Il verdetto

Secondo Lorenzo Fioramonti gli insegnanti italiani hanno gli stipendi «più bassi d’Europa, di almeno 100 euro lordi».

Al di là delle differenze metodologiche, che portano a classifiche diverse, sia dal report dell’Unione europea che dal database dell’Ocse risulta che ci siano numerosi Paesi europei in cui gli insegnanti guadagnano di meno che in Italia.

In più, mentre in Italia lo stipendio medio di un insegnante è sostanzialmente pari al Pil pro-capite del Paese, ci sono diversi Stati – anche escludendo quelli scandinavi con Pil pro-capite molto elevati – in cui gli stipendi sono invece inferiori a questo parametro.

Per il ministro Fioramonti dunque un “Pinocchio andante”.

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