Lia Quartapelle

Quanto è povera la Russia di Putin

«Soglia di povertà in Russia: 150 euro. Percentuale di poveri in Russia: 14,3% della popolazione»

Pubblicato: 08 ago 2019
Data origine: 08 ago 2019
Macroarea economia

Il 7 agosto, la deputata del Partito democratico Lia Quartapelle ha criticato su Twitter la tendenza di alcuni politici italiani a ispirarsi come modello alla Russia di Vladimir Putin.

L’esempio più immediato è Matteo Salvini. Il leader leghista aveva dichiarato, durante una visita a Mosca nell’ottobre del 2018, «io qui mi sento a casa mia, in alcuni Paesi europei no». A novembre 2017 aveva anche sostenuto che «se avessimo Putin anche in Italia staremmo meglio».

Secondo Quartapelle, però, in Russia il 14,3 per cento della popolazione vive con meno di 150 euro al mese (la soglia di povertà).

Ma è davvero così? Abbiamo verificato.

La soglia di povertà in Russia

Il 29 luglio 2019, l’Agenzia federale russa per le statistiche (nota anche con il nome di “Rosstat”) ha pubblicato in un comunicato i dati più aggiornati sulla povertà in Russia.

L’omologo dell’Istat italiana – le cui attività sono dirette dal Ministero dello Sviluppo economico della Federazione russa – ha così elencato una serie di dati su questo fenomeno, a partire dalla soglia sotto la quale si è considerati poveri.

Nel 1° quadrimestre del 2019, spiega Rosstat, il livello minimo di sussistenza (calcolato sulla base di un paniere di beni indispensabili e in linea con le direttive del Ministero del Lavoro) aveva un valore medio pari a 10.753 rubli al mese, ossia l’equivalente di 147 euro. All’8 agosto 2019, un rublo ha infatti un valore pari a circa 0,014 euro.

Questa soglia è aumentata di 715 rubli (circa 10 euro, per un +7,2 per cento) rispetto al 1° quadrimestre del 2018. Tra gennaio e aprile dello scorso anno, il valore limite era di 10.038 rubli al mese (circa 137 euro).

A parte queste soglie “medie”, ci sono poi una serie di altre soglie che variano a seconda delle fasce della popolazione e della composizione dei nuclei famigliari.

Per le persone in grado di lavorare, ad esempio, il livello minimo di sussistenza stimato per i primi mesi di quest’anno è di 11.653 rubli al mese (circa 160 euro); per i pensionati, è di 8.894 rubli (circa 122 euro); per i bambini è di 10.585 rubli (circa 145 euro).

Per quanto riguarda una famiglia composta da due adulti, la soglia è di 23.306 rubli (circa 319 euro), mentre per una con due adulti e tre bambini è di 43.408 rubli (circa 595 euro).

Ma che cosa si compra in Russia con 150 euro?

Per chiarire meglio la situazione della povertà in Russia, possiamo guardare a quello che è il potere di acquisto di 150 euro nel Paese di Putin.

La parità a potere d’acquisto è una conversione che viene utilizzata per comprendere il valore reale di una determinata somma di denaro paragonando uno Stato con un altro.

Semplificando: con 150 euro in Italia si può acquistare una certa quantità di beni. Con la stessa cifra in Russia si può comprare una quantità di beni superiore a quella italiana. La ragione di questo divario è che essendo la Russia un Paese più povero dell’Italia (in termini, per esempio, di Pil pro capite), i prezzi sono più bassi di quelli del nostro Paese.

Utilizzando i dati Ocse per effettuare la conversione, risulta che 150 euro in Russia sono pari a circa 293 euro in Italia (dati del 2018) [1].

Quanti sono i poveri in Russia

Come scrive Rosstat nel suo comunicato, nel 1° quadrimestre 2019 i cittadini che in Russia vivevano con un reddito inferiore al livello minimo di sussistenza erano 20,9 milioni, ossia il 14,3 per cento della popolazione totale (che al 1° gennaio 2017 era di oltre 146 milioni di abitanti).

Nel 1° quadrimestre del 2018, questa percentuale era più bassa: era considerato povero il 13,9 per cento della popolazione del Paese, ossia 20,4 milioni di persone vivevano con meno di 137 euro al mese.

Questo aumento, spiega l’agenzia statistica russa, è dovuto non solo all’aumento della soglia di sussistenza minima (come abbiamo visto sopra), ma anche alla crescita dell’indice dei prezzi al consumo. Quest’ultimo è infatti aumentato tra le due rilevazioni del 5,2 per cento.

Secondo le stime di Rosstat, in sostanza, se non si tenesse in considerazione l’inflazione, il numero dei poveri (e la percentuale sul totale della popolazione) rimarrebbe invariato tra le due rilevazioni.

La povertà in Italia

Vediamo come è messo invece il nostro Paese per quanto riguarda gli indicatori della povertà. Il 18 giugno 2019, l’Istat ha pubblicato un report con le statistiche più aggiornate in questo ambito.

L’equivalente italiano del livello minimo di sussistenza analizzato in precedenza è la cosiddetta “soglia di povertà assoluta”. Come spiega l’Istat, questo indicatore «rappresenta il valore monetario, a prezzi correnti, del paniere di beni e servizi considerati essenziali per ciascuna famiglia, definita in base all’età dei componenti, alla ripartizione geografica e alla tipologia del comune di residenza».

In concreto, un individuo o un nucleo famigliare sono poveri (in senso assoluto) se sostengono una spesa mensile per consumi pari o inferiore al valore monetario della soglia di povertà assoluta.

Il calcolo di questa soglia si basa sul numero dei componenti del nucleo famigliare; la loro età; la ripartizione geografica di residenza della famiglia; e la tipologia del comune.

Per esempio, per un individuo tra i 18 e 59 anni, che vive al Nord in un’area metropolitana con più di 250 mila abitanti, nel 2018 la soglia di povertà assoluta era di 1.004 euro al mese (circa 7 volte tanto la soglia di povertà media in Russia, o oltre 3 volte se si prende in considerazione il potere d’acquisto).

In generale, secondo i dati Istat più aggiornati, nel 2018 erano oltre 1,8 milioni le famiglie in condizioni di povertà assoluta in Italia, con un’incidenza pari al 7,0 per cento e per un numero complessivo di 5 milioni di individui (8,4 per cento del totale).

Come abbiamo spiegato in un precedente fact-checking, pur rimanendo ai livelli massimi dal 2005 si è arrestata dopo tre anni la crescita del numero e della quota di famiglie in povertà assoluta nel nostro Paese.

Il verdetto

La deputata del Pd Lia Quartapelle ha scritto su Twitter un paio di dati sulla povertà in Russia, Paese spesso preso come modello economico da alcuni politici italiani.

I numeri di Quartapelle sono sostanzialmente corretti. Secondo le rilevazioni più aggiornate dell’Agenzia federale russa per le statistiche (Rosstat), nei primi quattro mesi del 2019 la soglia di sussistenza minima in Russia era di circa 147 euro al mese.

Sotto questo livello vivevano 20,4 milioni di persone, ossia il 14,3 per cento della popolazione totale.

In conclusione, Quartapelle si merita un “Vero”.


[1] Secondo i dati Ocse, a parità di potere d’acquisto nel 2018 un dollaro valeva 0,698 euro e 25,643 rubli. Quindi 150 euro erano pari a 214,9 dollari, mentre 10.753 rubli (il valore della soglia di povertà in Russia) erano uguali a 419,33 dollari a parità di potere d’acquisto, ossia circa 293 euro.

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