Silvio Berlusconi

Berlusconi dà i numeri sulla disoccupazione?

«Abbiamo la disoccupazione più alta: il 10,9 per cento. La Germania, per dire, ha il 3,2 per cento. [...] Il Portogallo ha il 6,4 per cento. [...] Abbiamo 1 milione e 600 mila italiani che sono senza lavoro da più di 12 mesi». (min. 00:12)

Pubblicato: 17 lug 2019
Data origine: 15 lug 2019
Macroarea economia

Il 15 luglio, parlando di fronte ai giocatori e alla dirigenza del Monza Calcio, l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha dichiarato (min. 00:12) che in Italia «abbiamo la disoccupazione più alta: il 10,9 per cento», mentre Germania e Portogallo avrebbero rispettivamente il 3,2 e il 6,4 per cento.

Berlusconi ha poi aggiunto che nel nostro Paese ci sarebbero «1 milione e 600 mila italiani che sono senza lavoro da più di 12 mesi».

Ma è davvero così? Abbiamo verificato e Berlusconi commette solo alcune imprecisioni.

La disoccupazione in Italia

Nel riportare i tassi di disoccupazione, il leader di Forza Italia sovrastima il dato della disoccupazione italiana e la nostra posizione rispetto agli altri Paesi europei.

Secondo gli ultimi dati Istat (relativi a maggio 2019), la disoccupazione in Italia è pari al 9,9 per cento e non al 10,9. Secondo Eurostat ciò fa del nostro il terzo Paese in Europa per tasso di disoccupazione: ci precedono infatti Grecia (17,6 per cento, dato però relativo al mese di aprile) e Spagna (13,6 per cento). Non siamo, quindi, i primi come ritiene Berlusconi.

Un tasso di disoccupazione pari a quello citato dal leader di Forza Italia (10,9 per cento) è stato registrato per l’ultima volta ad aprile 2018, quando l’attuale governo non era ancora in carica.

L’Italia ha quindi livelli di disoccupazione più bassi di un punto percentuale rispetto a quanto detto da Berlusconi e non è il primo Paese in Europa per disoccupazione.

Lisbona e Berlino fanno meglio di noi

Il leader di Forza Italia riporta dati sostanzialmente corretti quando parla della disoccupazione in Portogallo, a parte lievi imprecisioni sui decimali.

Eurostat riporta infatti che a maggio 2019 il tasso di disoccupazione portoghese coinvolgeva il 6,6 per cento della popolazione attiva – ossia il numero delle persone in età da lavoro (15-74 anni) e disposta a lavorare. Più o meno il dato (6,4 per cento) menzionato da Berlusconi.

L’ex presidente del Consiglio è più preciso quando si tratta della disoccupazione tedesca, che nel maggio 2019 era solamente uno 0,1 per cento in meno rispetto quanto detto da Berlusconi (3,1 per cento della popolazione attiva).

Questo risultato faceva della Germania il secondo Paese in Europa per miglior tasso di disoccupazione, preceduto solamente dalla Repubblica Ceca (2,2 per cento).

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Grafico: Tasso di disoccupazione di Germania, Italia e Portogallo (settembre 2018 – maggio 2019) - Fonte: Eurostat

Il più alto numero di disoccupati di lungo periodo in Europa...

E sui disoccupati di lungo periodo, ossia le persone attivamente in cerca di un lavoro da 12 mesi o più? Berlusconi cita un numero corretto, al netto di qualche osservazione.

Secondo gli ultimi dati Eurostat su base annuale, nel 2018 i disoccupati italiani di lungo periodo erano 1,6 milioni – dato in linea con quello riportato da Berlusconi – e pari a più di un quinto del totale europeo (pari a 7,2 milioni di disoccupati). La situazione sembra tuttavia essere in miglioramento, perché nei primi mesi del 2019 il numero dei disoccupati di lungo periodo è calato a 1,49 milioni.

Resta però il fatto che il dato su base annuale faceva del nostro Paese il primo in Europa per numero di disoccupati di lungo periodo in termini assoluti, seguiti da Spagna (1,45 milioni di persone) e Francia (1,12 milioni di persone).

La situazione italiana è particolarmente grave anche se si considera la cosiddetta popolazione attiva.

L’Italia deteneva infatti nel 2018 un numero di disoccupati di lungo periodo superiore a quella di Stati con una popolazione attiva più grande della nostra (che nel 2018 era pari a 25,9 milioni di persone).

Questa situazione si verificava nei confronti della Germania (601 mila disoccupati su 43,2 milioni di popolazione attiva), del Regno Unito (352 mila disoccupati su 33,5 milioni di popolazione attiva) e della Francia (1,12 milioni di disoccupati su 29,8 milioni di popolazione attiva).

…con un però

Pur vantando il record in Europa per disoccupati di lungo periodo, esistono alcuni elementi da sottolineare.

Il primo è che l’Italia detiene il record di disoccupazione di lungo periodo solamente in termini assoluti. Se andiamo ad analizzare il dato in relazione alla popolazione attiva e al totale dei disoccupati, scopriamo che l’Italia si piazza rispettivamente in terza (6,2 per cento) e in quarta posizione (58,1 per cento).

Nel primo caso fanno peggio di noi la Grecia (13,2 per cento) e la Spagna (6,4 per cento). Per quanto riguarda invece la percentuale di disoccupati di lungo periodo sul totale dei disoccupati, veniamo superati da Grecia (70,4 per cento), Slovacchia (61,8 per cento) e Bulgaria (58,4 per cento).

Il secondo elemento è che il dato italiano sembra essere estremamente eterogeneo se guardiamo alle differenze territoriali. Infatti, quasi il 54 per cento dei disoccupati di lungo periodo si trova al Sud o nelle isole (594,9 e 312,6 mila persone), nonostante la popolazione attiva in queste due aree sia pari solamente al 29,2 per cento del totale (pari a 7,55 su 25,9 milioni di persone).

Non solo. Se sommato, il numero assoluto di disoccupati di lungo periodo di Sud e Isole (pari a 871,5 mila persone) supera il totale di Germania (601 mila disoccupati) e Regno Unito (352 mila disoccupati).

Il verdetto

Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha detto che l’Italia ha «la disoccupazione più alta: il 10,9 per cento», mentre in Germania e in Portogallo il tasso sarebbe rispettivamente del 3,2 e il 6,4 per cento. A questo si aggiungerebbe poi il fatto che in Italia «abbiamo 1 milione e 600 mila italiani che sono senza lavoro da più di 12 mesi».

Berlusconi commette alcune imprecisioni riguardo alla disoccupazione italiana. Nel nostro Paese il tasso di disoccupazione è del 9,9 per cento e non del 10,9 per cento. Inoltre, questo dato ci classifica come terzo Paese in Europa per peggior tasso di disoccupazione e non come primo.

Allo stesso tempo, l’ex presidente del Consiglio riporta in maniera sostanzialmente corretta la disoccupazione di Portogallo e Germania, errando solamente di qualche decimale.

Berlusconi ha poi ragione per quanto riguarda i disoccupati italiani di lungo periodo. Nel 2018 sono stati pari a 1,6 milioni nel 2018, anche se nei primi 4 mesi del 2019 i disoccupati di lungo periodo sono calati a 1,49 milioni.

Abbiamo visto che questo costituisce un record assoluto per l’Europa, ma non rispetto alla popolazione attiva e al totale dei disoccupati, per i quali ci classifichiamo rispettivamente in terza e in quarta posizione.

In conclusione, Berlusconi merita un “C’eri quasi”.

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