Luigi Marattin

Marattin ha (quasi) ragione sul reddito di inclusione e di cittadinanza

«Il Rei arrivava a 1,3 milioni di persone. Il Rdc – ad oggi – a 1,4 milioni. E le politiche attive? Sono totalmente al palo. Le regioni non hanno neanche mai ricevuto gli elenchi dei beneficiari».

Pubblicato: 27 giu 2019
Data origine: 25 giu 2019
Macroarea questioni sociali

Questa analisi fa parte della Pagella Politica di Agi e contiene solo il verdetto, con modifiche. Qui puoi leggere l’articolo completo.

Secondo il deputato del Pd Luigi Marattin, il reddito di cittadinanza sta avendo risultati peggiori del previsto, con numeri simili al reddito di inclusione, che, tra le altre cose, prevedeva un beneficio economico inferiore e per una platea più ristretta di individui.

I numeri dei singoli beneficiari del Rei dello scorso anno sono stati circa 1 milione e 330 mila nel primo caso, mentre quelli del reddito di cittadinanza – sulla base di stime fondate sulle domande accettate in questi primi mesi – a fine maggio 2019 risultavano essere tra gli 1,8 milioni e circa 2 milioni.

Per quanto riguarda i nuclei familiari, su cui invece abbiamo dati ufficiali, quelli beneficiari del Rei sono stati oltre 462 mila, mentre le domande approvate per il reddito di cittadinanza a fine maggio scorso erano superiori: oltre 670 mila. Su questo punto, quindi, Marattin è impreciso.

Ha invece ragione quando dice che i provvedimenti del reddito di cittadinanza legati alle politiche attive di ricerca del lavoro sono ancora alle prime fasi: i vincitori del concorso per i navigator sono stati appena annunciati, mentre l’Anpal non ha ancora avviato il meccanismo per chiamare i beneficiari del reddito di cittadinanza e iniziare il processo di reinserimento nel mondo del lavoro.

Luigi Marattin merita un “C'eri quasi”.

Questa analisi fa parte della Pagella Politica di Agi e contiene solo il verdetto, con modifiche. Qui puoi leggere l’articolo completo.

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