Umberto Ambrosoli

"Nel 2007 la Lega ha presentato una proposta di legge con gli stessi numeri [trattenendo il 75% del gettito fiscale nella Regione] ma non ci hanno creduto nemmeno loro".

Pubblicato: 14 gen 2013
Data origine: 10 gen 2013
Macroarea istituzioni

La proposta di una legge che permetta alle Regioni di trattenere il 75% del gettito fiscale è al cuore dell'attuale campagna elettorale della Lega per la Regione Lombardia. Ma qual è l'origine di tale proposta? Facciamo un breve riepilogo storico.  

Come ben ricorda Ambrosoli, già nel giugno del 2007 il Consiglio regionale della Lombardia  aveva approvato (con voto bipartisan, secondo questa ricerca dell'Università Cattolica, su proposta della Lega secondo invece quanto si legge a pag. 4 del testo), una proposta di legge da presentare al parlamento italiano riguardante "Nuove norme per l'attuazione dell'articolo 119 della Costituzione". Difatti, l'articolo 119 della nostra Costituzione prevede per Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni l'autonomia finanziaria di entrata e di spesa (comma 1) e la possibilità di stabilire ed applicare tributi ed entrate propri, in armonia con la Costituzione e secondo i princìpi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario (comma 2).

In questo senso, l'allora proposta del Consiglio regionale riguardava l'attuazione dell'autonomia fiscale delle Regioni, con riguardo al cosidetto "federalismo fiscale". Nel testo del progetto di legge (ddl 316) - presentato al parlamento il 5 maggio 2008 - si legge: "I ritardi fino ad oggi accumulati hanno condotto al perdurare di un modello di finanziamento degli enti territoriali «derivato», ossia dipendente dal bilancio statale, anziché autonomo". E ancora: "Perche' il federalismo fiscale sia effettivo, occorre che gli enti territoriali possano disporre di fonti tributarie di entrata quantitativamente rilevanti rispetto alle necessità di spesa".

Il disegno di legge avrebbe dovuto essere attuato dal governo Berlusconi, come accordo con la Lega, promotrice dell'iniziativa, in cambio del sostegno alle elezioni del 2008. Se si leggono infatti i principali punti del programma elettorale di quell'anno, si ritrova al punto sei (o meglio alla "sesta missione") l'approvazione della suddetta proposta di legge fatta da Regione Lombardia e dalla Lega Nord. Tuttavia, le cose andarono diversamente: il disegno venne sì presentato in parlamento il 5 maggio successivo alle elezioni, ma, dopo alcuni mesi di discussioni e lavori nelle commissioni, in data 22 gennaio 2009 venne assorbito all'interno di un altro disegno di legge (S.1117), presentato dall'allora ministro dell'Economia e Finanze, Giulio Tremonti, di concerto con i ministri senza portafoglio, Umberto Bossi, Roberto Calderoli, Raffele Fitto, Andrea Ronchi, ed infine lo stesso Roberto Maroni. Questo secondo disegno divenne la famosa legge sul federalismo del governo Berlusconi, la n. 42 del 5 maggio 2009 (per maggiori informazioni, i link del testo e del dossier di presentazione del parlamento).

Per quanto riguarda tuttavia "gli stessi numeri", Ambrosoli sembra confondersi; non c'è infatti né all'interno della legge finale, né nei precedenti disegni di legge, alcun riferimento al 75% dell'attuale proposta di Maroni. Anche andando a rivedere altre proposte di legge, avanzate dalla Lega nel corso del 2007, in nessun caso si ritrova un riferimento esplicito alla percentuale di cui sopra. Il caso più simile a quello attuale è il disegno di legge S.1458, presentato il 4 aprile 2007 dal parlamentare della Lega Nord, Piergiorgio Stiffoni, in cui si propone che le percentuali di compartecipazione al gettito erariale da parte delle Regioni vengano definite di anno in anno nella legge finanziaria. 

Insomma, nonostante le nostre ricerche tra i vari disegni di legge conservati nell'archivio del Senato, non siamo riusciti a rintracciare la proposta di cui parla Ambrosoli, il quale, tuttavia, ben ricorda che la "faccenda" ha avuto inizio già nel 2007 da parte di alcuni esponenti della Lega. Una mezza verità, che gli vale un "Nì"!

P.S.: un'interessante interpretazione finale ci arriva da un articolo de Lavoce.info, il quale ricorda come già Formigoni nel 2000 avesse parlato di una ripartizione simile: il 70 - 15 -15. A tal proposito abbiamo rintracciato un articolo nell'archivio di La Repubblica che spiega cosa intendesse l'ex-presidente della Lombardia: " Più precisamente io [Formigoni] penso ad una formula 70-15- 15, 70 per cento dei soldi rimane alle Regioni, 15 per cento va allo Stato per i suoi compiti e un altro 15 per cento finisce in un fondo di solidarietà per le Regioni meno ricche".

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