Matteo Renzi

Renzi e l’aumento dell’IVA

"Quando l’IVA aumentò al 22% si disse «bene, avremo più gettito», ma non ci fu un aumento di gettito perché un aumento di tasse eccessivo produce un effetto depressivo. Andate a guardare i dati. L’IVA aumentò dal 21% al 22% e il gettito diminuì".

Pubblicato: 18 nov 2015
Data origine: 08 nov 2015
Macroarea economia

All’Assemblea dei gruppi parlamentari democratici, il Segretario del Pd ricorda gli effetti dell'aumento dell'Iva dal 21 al 22%, attuato il 1° ottobre 2013. Matteo Renzi porta l’esempio del gettito derivante dall’Iva per mostrare come un aumento eccessivo della pressione fiscale abbia un effetto depressivo e porti a una diminuzione delle entrate fiscali.

Lo stesso Renzi ha invitato a “guardare i dati”, e noi siamo andati a verificare se è vero.

Il gettito Iva nel 2013

Già nei primi nove mesi del 2013 (gennaio-settembre), prima cioè dell’aumento, il gettito derivante dall’Iva era in diminuzione: lo annunciò il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) con un comunicato stampa del 5 novembre 2013. La flessione era del 4,7%, che il Ministero spiegava con la riduzione nella “componente relativa agli scambi interni (-1,6%)” e con una diminuzione delle “importazioni (-21,0%) che risentono fortemente dell’andamento del ciclo economico sfavorevole”.

Quello che è particolarmente interessante è che, a partire dall’ottobre 2013 - e per i dodici mesi successivi - le entrate da Iva hanno quasi sempre segnato risultati positivi. Distinguiamo però tra due voci di bilancio: le entrate per competenza, cioè quelle dovute allo Stato, e quelle per cassa, cioè quelle effettivamente incassate (che tengono conto di rinvii, ritardi e mancati pagamenti).

Precisiamo anche che l’Iva si paga su due grandi aree di scambi economici: gli scambi interni (componente molto più importante per valori assoluti) e le importazioni. E sono stati proprio gli scambi interni a riprendersi alla fine del 2013, causando in generale un aumento del gettito - e smentendo la dichiarazione del Premier sull’effetto depressivo dell’aumento dell’Iva.

Infatti, nel mese in cui si è attuato il passaggio dal 21 al 22% - ottobre 2013, appunto - le entrate derivanti dall'Iva hanno mostrato rispettivamente un aumento del 3,3% (competenza) e dello 0,3% (cassa) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, come certificato dal Mef nel Bollettino delle Entrate per quel mese.

La stessa serie di pubblicazioni - qui trovate tutti i dati usati per questa analisi - permette di verificare che nel 2013 si sono registrati aumenti delle entrate dall'Iva rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente, anche a novembre (+0,8% competenza, +1,2% cassa) e a dicembre (+1,4% competenza), con l’unico segno meno negli incassi nell’ultimo mese dell’anno (-2,0%). In numeri assoluti, il gettito Iva aumentò nel 2013 da 6.840 milioni di euro (settembre) a 8.690 milioni di ero(ottobre), 12.207 milioni di euro (novembre) e 16.158 milioni di euro (dicembre).

Se confrontiamo le cifre assolute degli ultimi tre mesi dell’anno 2013 rispetto all’ultimo trimestre del 2012, constatiamo un aumento del gettito per competenza (+603 milioni) ma una diminuzione di quello per cassa (-528 milioni), interamente dovuto ai minori incassi di dicembre (22.222 milioni nel 2012 contro 21.528 nel 2013). Ma è interessante rilevare che nella Nota tecnica allegata al Bollettino di dicembre non si collega l’aumento dell’Iva alle minori entrate per cassa, notando invece “la progressiva ripresa” del gettito Iva sugli scambi interni (e la diminuzione di quella sulle importazioni extra-Ue).

Dopo il 2013

Tra ottobre 2013 e settembre 2014, i primi dodici mesi dall’aumento dell’imposta, le entrate derivanti dall'Iva hanno avuto un andamento, rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente, che riassumiamo nel grafico sottostante. Il grafico registra le entrate per competenza e per cassa e indica anche le due componenti, scambi interni e importazioni:

graph

Visto che le variazioni nella componente dovuta alle importazioni rende meno chiaro il grafico, nel prossimo evidenziamo solo i totali per competenza e per cassa:

graph

Come si vede, se consideriamo le variazioni totali, quasi tutti i mesi hanno mostrato dati migliori rispetto all’anno precedente, al contrario di quanto affermato da Renzi. Ci sono solo 3 voci su 24 con il segno meno, due per cassa (dicembre e aprile) e una per competenza (gennaio).

L’anno 2014 si è chiuso con 114.462 milioni di euro di entrate da Iva e un aumento dell’1,9% sul 2013. Anche il 2015 sta andando bene, con un +3,5% nei primi nove mesi dell’anno rispetto al 2014.

Il verdetto

L’affermazione di Renzi, secondo cui l’aumento dell’Iva dal 21 al 22% abbia portato a una diminuzione del gettito è smentita quasi completamente dai dati, che mostrano un aumento quasi costante per i 12 mesi da ottobre 2013 a settembre 2014. Per questa affermazione, secondo noi, Matteo Renzi merita un “Panzana Pazzesca”.

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