Renato Brunetta

"La pressione fiscale in Italia crescerà dal 43,7% del 2015 al 44,2% del 2016 e, ancora, dal 44,2% del 2016 al 44,3% del 2017. Complessivamente, dal 2014, ovvero da quando l’attuale governo è in carica, al 2017, la pressione fiscale nel nostro Paese aumenta di quasi un punto di Pil (dal 43,4% del 2014 al 44,3% del 2017)"

Pubblicato: 22 ott 2015
Data origine: 13 set 2015
Macroarea economia

Brunetta risponde ai presunti tagli delle tasse effettuato dal governo, annunciati da Renzi sia in tv da Fabio Fazio sia durante la presentazione della nuova Legge di Stabilità.

La prova dei numeri

Recentemente il Parlamento ha discusso la nota di aggiornamento del Documenti di Economia e Finanza (DEF) ed è proprio qui che raccogliamo le informazioni utili alla nostra verifica. Nella fattispecie a pagina 32 sono contenuti i dati citati da Brunetta.

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Tutte le cifre citate da Brunetta sono corrette, come si apprende dal grafico in alto: dal 2014 al 2017 effettivamente la pressione fiscale cresce di 1 punto percentuale. Il punto cruciale su cui maggioranza e opposizione si dividono è sul modo di considerare i famosi 80 euro.

Se vengono definiti una riduzione del cuneo, allora effettivamente la pressione fiscale sembra essere scesa. Al contrario, se non vengono considerati come tali - e questa è la tesi dell'opposizione - la pressione fiscale risulta inesorabilmente in crescita. L'argomento è molto dibattuto, ma occorre precisare che la famigerata "operazione 80 euro" non è considerata contabilmente una riduzione delle tasse, anche se grosso modo l'effetto che ha raggiunto i dipendenti e le imprese è stato quello (riducendo il cuneo fiscale tra il costo del lavoratore e il netto in busta paga).

Verdetto

Il dibattito è aperto, ma oggettivamente i dati citati dal politico di Forza Italia sono giusti. "Vero" al fact-checking.

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