Matteo Salvini

Davvero in Germania smaltiscono le richieste d'asilo in un mese mentre in Italia ci vuole più di un anno?

"Se in Germania smaltiscono le richieste [di asilo] in un mese perché in Italia ci vuole più di un anno?"

Pubblicato: 06 set 2015
Data origine: 13 ago 2015
Macroarea questioni sociali

"Provi lei a vestire i panni del Ministro degli Interni", propone Cesare Zapperi a Matteo Salvini in un'intervista sul Corriere della Sera. Il leader della Lega Nord risponde con due soluzioni: fare la voce grossa a Bruxelles ed assumere "mille persone per smaltire in tempi rapidi tutte le richieste di asilo". Ma davvero la Germania è così tanto più efficiente dell'Italia nel processare le richieste?

In Germania (non) smaltiscono le richieste in un mese

Sono i dati del Ministero degli Interni tedesco a smentire la prima parte dell'affermazione di Salvini. Nel 2014 per processare una richiesta d'asilo ci volevano in media 7,1 mesi**. Quest'anno l'attesa sarebbe scesa a 5,3 mesi; una notevole riduzione ma comunque più di cinque volte quanto detto dal leader della Lega Nord.

Non solo: secondo una ricerca della Fondazione Bertelsmann, nel 2014 la Germania sarebbe stato il Paese Ue più lento nel processare le richieste di protezione (nel senso che il Paese aveva il più grande numero di richieste non ancora processate per abitante). Inoltre, sempre secondo i ricercatori della Bertelsmann, i dati del Ministero tedesco non catturano il vero tempo d'attesa poiché partono dal momento di registrazione dell'applicazione e non dal momento di primo contatto, quando un migrante illegale si dichiara richiedente asilo.

E in Italia?

Posto che in Germania ci mettono in media 5 mesi e 10 giorni circa, qual è il dato italiano? Non siamo riusciti a trovare sul sito del nostro Ministero dell'Interno un dato preciso come quello pubblicato dai tedeschi. Una prima indicazione ci arriva da questi questionari riempiti da tre questure e prefetture siciliane e dalla commissione territoriale di Milano. Come si può leggere nel questionario il tempo di attesa - calcolato dal momento di registrazione del "modello C3" nel sistema - varia da una commissione territoriale all'altra*. A Siracusa il tempo medio d'attesa è di circa 8 mesi, a Milano e Ragusa circa 3 mesi. I dati sono indicativi e variano a seconda del numero di richieste ricevute dalla singola commissione territoriale, ma non sembrano quindi molto diversi rispetto alle tempistiche tedesche.

Secondo Valentina Brinis, ricercatrice dell'associazione "A buon diritto" (citata da Repubblica), la durata media per l'intero Paese va da sei e nove mesi, con casi limite che possono raggiungere l'anno e mezzo. Abbiamo contattato Brinis, la quale ci ha detto che questa stima era relativa alle richieste attive a luglio 2015. Per dati più precisi abbiamo contattato anche il Ministero dell'Interno ma dopo una settimana di telefonate e solleciti non abbiamo ancora ricevuto una risposta. Quando (se?) avremo un dato dal Ministero aggiorneremo questo articolo.

Il verdetto

Salvini esagera l'efficienza teutonica e sottovaluta quella italiana. La Germania impiegava circa 7 mesi a processare una richiesta d'asilo nel 2014 e 5 mesi e 10 giorni nel 2015. Per quanto purtroppo non ci siano dati ugualmente precisi per l'Italia, quelli disponibili non sono lontanissimi dai valori tedeschi per il 2014. Secondo Salvini invece in Italia una richiesta d'asilo verrebbe processata in un tempo dodici volte maggiore del tempo necessario in Germania. Riconoscendo la natura incompleta e parziale dei dati italiani salviamo Salvini da una "Panzana pazzesca" ma non possiamo andare oltre un "Pinocchio andante".

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* Per maggiori informazioni su come funziona la procedura di richiesta di protezione internazionale si veda qui e qui.


**AGGIORNAMENTO ORE 9:34 DEL 17 SETTEMBRE

In seguito alla segnalazione di un lettore sotto questo articolo ci sentiamo di dover segnalare che i tempi di attesa misurati in questo articolo sono quelli per le richieste in prima istanza. Ci sembra appropriato mantenere il confronto su questa prima fase dal momento che in Italia nel 2014 sono state emesse decisioni su 35 180 richieste in prima istanza ma solo 55 in appello.

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