Giuliano Pisapia

"A Milano ogni tre settimane vengono buttate via oltre 140 tonnellate di cibo solo nelle mense scolastiche. È una situazione che non possiamo più permetterci di ignorare".

Pubblicato: 12 dic 2012
Data origine: 28 nov 2012
Macroarea questioni sociali

Pisapia cita correttamente un'indagine condotta da Milano Ristorazione  "Presentazione della ricerca sulla gradibilità del menù attraverso la valutazione degli scarti". L'analisi mette sotto la lente dieci scuole elementari, nel periodo dal 5 al 23 marzo 2012 (per maggiori informazioni si veda il filmato del convegno “La nutrizione tra gusto e salute nei menù scolastici"): i risultati sono stati discussi a Milano il 29 marzo, in sede di convegno da Gabriella Iacono, presidente della Milano Ristorazione S.p.A.  

Secondo questo studio, ogni giorno, nelle scuole milanesi, circa il 40% del cibo finisce direttamente nella pattumiera. Milano Ristorazione ha pesato gli avanzi rimasti nei piatti degli alunni e ha stimato, in tre settimane, uno spreco alimentare pari a 143 tonnellate (le osservazioni sulle dieci scuole hanno registrato, nelle tre settimane, 1.915 kg di cibo rimasto nel piatto; moltiplicando gli scarti per i 75 mila pasti forniti quotidianamente, Milano Ristorazione ha così ottenuto la cifra di 143 tonnellate).

In base all'analisi, i dati rilevano il basso indice di gradimento da parte degli affamati studenti nei confronti di un menù invernale, evidentemente, poco invitante. Come si può vedere in questa tabella, in cima alla classifica delle preferenze dei bambini troviamo le banane, seguite da rustichelle di pollo, arrosto di lonza, ravioli di magro, pasta al ragù e pasta al pesto. Vengono invece bocciati molti piatti che sono stati introdotti nell'agosto scorso: merluzzo e cavolfiori gratinati, pasta con crema di broccoli, erbette all'aglio, minestra di lenticchie, misto di carote in insalata. Ciò ha spinto Milano Ristorazione, che gestisce il servizio di fornitura alimentare nelle scuole e case di riposo della capitale lombarda, ad abbandonare la cosiddetta dieta Berrino ed optare per un menù più orientato verso le esigenze dei ragazzi.

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