Beppe Grillo

"Non spetta oggi al Governo decidere se entrare in guerra, ma ancora, secondo la Costituzione al presidente della Repubblica"

Pubblicato: 24 mar 2015
Data origine: 16 feb 2015
Macroarea esteri

Sul suo blog Beppe Grillo attacca le velleità - a suo dire da Armata Brancaleone - del governo in merito alla situazione libica. Il leader del M5S critica inoltre la modifica dell’art. 78 avanzata dalla maggioranza di governo. Ma è vero che la Costituzione italiana dà al Presidente della Repubblica e non al governo il potere di portare il nostro Paese in guerra?

La Costituzione e la guerra

Ricordiamo che nel suo preambolo la Costituzione italiana "ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali" (art. 11).

Seppur ripudiata, la guerra in alcune occasioni va combattuta. E la Costituzione definisce chiaramente a quali istituzioni spetta il potere in questo caso. All'articolo 78 si legge

"Le Camere deliberano lo stato di guerra [cfr. art. 87 c. 9] e conferiscono al Governo i poteri necessari".

Mentre all'articolo 87 si parla del ruolo del Presidente della Repubblica il quale, oltre ad avere il comando delle Forze armate e presiede il Consiglio Supremo di Difesa, "dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere".

Il verdetto

L’articolo 87 della Costituzione dichiara che compito del Presidente della Repubblica è quello di dichiarare lo stato di guerra deliberato. Grillo sostiene che tra le competenze del titolare del Quirinale ci sia quella di decidere se entrare in guerra o meno, compito che in realtà, come si evince dagli articoli succitati, spetta alle Camere. E' vero che secondo la Costituzione la decisione di entrare in guerra non spetta al governo ma è falso che spetti al Presidente della Repubblica: "Nì"

(Si ringrazia Martina Cirami per questa analisi)

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