Matteo Renzi

"Nel 2002 erano 12 miliardi il totale di giro d'affari sul gioco d'azzardo ed era 4 miliardi la tassazione perché era il 30%. Adesso siamo ad un valore complessivo di 80 miliardi e la tassazione è appena 8 miliardi". (01:54)

Pubblicato: 28 nov 2012
Data origine: 28 nov 2012
Macroarea economia

Il sindaco di Firenze solleva un problema non da poco. Viviamo in un periodo di rigore e di ristrettezze economiche, e l'Italia scricchiola sotto il peso della pressione fiscale più alta del mondo. Ciononostante, il gioco d'azzardo, una delle poche industrie ad essere cresciuta esponenzialmente negli ultimi 10 anni, ha generato un utile alle casse dell'erario, in percentuale sulla raccolta, via via decrescente. Il Rapporto 2012 sul Coordinamento della Finanza Pubblica della Corte dei Conti rivela un andamento sconfortante (p.49). Basti vedere quanto si allarga la forbice tra la raccolta lorda e l'utile erariale nel periodo 2000-2011:

La ragione, sempre secondo lo studio della Corte dei Conti, è dovuta alle spese crescenti determinate dall'aumentare esponenziale dell'importo delle vincite (che lo Stato deve restituire ai cittadini fortunati). Il risultato, che abbiamo elaborato dai dati sopra, è il seguente:

Renzi dimostra, quindi, una spiccata precisione nel citare i numeri: 80 miliardi di euro di giro d'affari secondo le ultime rilevazioni (anno 2011) a fronte di un utile erariale di 8,7 miliardi, nonostante una piccola imprecisione per i dati del 2002 (15,6 miliardi di euro di giro d'affari contro i 12 miliardi citati dal sindaco di Firenze), ma il riferimento all'utile erariale è quasi esatto (4,3 miliardi di euro contro i 4 citati da Renzi).

Unica questione rimane nella terminologia utilizzata dallo sfidante di Bersani. Renzi cita infatti i numeri di cui sopra parlando di tassazione piuttosto che di utile erariale, che come sappiamo tutti non sono la stessa cosa. L'andamento citato da Renzi non denuncia infatti una diabolica iniziativa, da parte di tutti i governi succedutisi dal 2000 al 2011, di abbassare anno dopo anno le tasse sul gioco d'azzardo. Sta solamente ad indicare che, a tasso possibilmente invariato, il margine d'imposta sulla raccolta determinata dal gioco cresce molto meno dei volumi di raccolta stessa.

Insomma, numeri giusti per messaggio sbagliato! Per noi di Pagella Politica equivale ad un "C'eri quasi".

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