Luigi Di Maio

"L’Italia crolla nella classifica mondiale della libertà di stampa, realizzata come ogni anno da Reporter senza frontiere. Nel 2014 scendiamo al 73esimo posto, tra la Moldavia e il Nicaragua, perdendo ben 24 posizioni dall’anno precedente. La ragione, secondo il rapporto di Rsf pubblicato oggi, sono le sempre più frequenti intimidazioni che i giornalisti subiscono, da parte da parte di organizzazioni criminali e non solo. “La situazione dei giornalisti è peggiorata nettamente nel 2014″, si legge nel report, “con un grande incremento di attacchi alle loro proprietà, specie le automobili”. Rsf conta 43 casi di aggressione fisica e 7 casi di incendi ad abitazioni e vetture solo nei primi dieci mesi dell’anno. Ma non è solo la violenza fisica a limitare la libertà d’informazione nel nostro Paese. Il rapporto conta 129 cause di diffamazione “ingiustificate” contro i cronisti, sempre nei primi 10 mesi del 2014, mentre nel 2013 il dato si era fermato a 84. La maggior parte delle cause di questo tipo sono intentate da personaggi politici, e “costrituiscono una forma di censura“.

Pubblicato: 25 feb 2015
Data origine: 12 feb 2015
Macroarea questioni sociali

Con la pubblicazione del rapporto annuale di "Reporter Senza Frontiere", Di Maio coglie l'occasione per sottolineare il peggioramento della libertà d'informazione in Italia.

libertà di stampa 2015

Tra Moldavia e Nicaragua

Come afferma Di Maio, nella classifica che misura la libertà d'informazione l'Italia si colloca effettivamente al 73esimo posto, tra Moldovia e Nicaragua e perdendo 24 posizioni. Nel 2014, l'Italia si trovava invece al 49esimo posto, tra Niger e Taiwan (nel 2015 saliti rispettivamente al 47esimo e 51esimo posto), nove posti in più rispetto all'anno precedente.

Un anno difficile

Più specificamente, Reporter Senza Frontiere racconta un anno particolarmente difficile per i giornalisti, colpiti da minacce mafiose e cause di diffamazione appunto "ingiustificate", in particolare da parte di personaggi politici. Quest'ultimo è considerato da Reporter Senza Frontiere una forma di intimidazione equiparabile alla censura e il numero di casi di questo tipo è salito da 84 nel 2013 a 129 nei primi dieci mesi del 2014.

Confermiamo inoltre quanto detto da Di Maio riguardo ai casi di aggressione fisica e di danni subiti: nei primi dieci mesi del 2014 sono stati registrati 43 casi di aggressione fisica e 7 casi di incendi di abitazione a danno di giornalisti.

Il Verdetto

Di Maio riporta correttamente quanto presentato da Reporter Senza Frontiere, meritandosi un "Vero" a pieni voti.

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