Paolo Gentiloni

"la legge del 2000, che istituisce nel nostro Paese la Giornata della memoria, ha preceduto di cinque anni la decisione dell’Assemblea Generale Onu di proclamare il 27 gennaio quale Giornata del ricordo delle vittime dell’Olocausto”.

Pubblicato: 29 gen 2015
Data origine: 27 gen 2015
Macroarea esteri

In occasione della Giornata della Memoria il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ricorda come l'Italia abbia preceduto le Nazioni Unite nell'istituzione di una giornata per ricordare le vittime della Shoah.

La legge del 2000

Effettivamente è così: con la legge n. 211 del 2000, composta di due soli articoli:

1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

2. In occasione del "Giorno della Memoria" di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinchè simili eventi non possano mai più accadere.

La risoluzione Onu

Soltanto cinque anni dopo, nel novembre del 2005, è arrivata una risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in cui si istituisce il 27 gennaio come Giornata del Ricordo delle Vittime dell'Olocausto e si chiede ai Paesi membri dell'Onu di sviluppare programmi volti ad educare le future generazioni sui pericoli dell'odio, del razzismo e del pregiudizio.

Il verdetto

Un facile "Vero" per Gentiloni.

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