Stefania Giannini

"La dispersione scolastica raggiunge dati veramente allarmanti, il 25% della Sardegna è un dato da paese non avanzato membro e fondatore dell'Unione europea".

Pubblicato: 29 gen 2015
Data origine: 27 nov 2014
Macroarea questioni sociali

Il ministro Giannini tocca un tema che caratterizza in negativo il sistema educativo italiano, sopratutto in alcune realtà regionali come la Sardegna.

Cosa si intende per dispersione scolastica?

Secondo la definizione dell'Istat inclusa nella pubblicazione "Noi Italia 2014" il tasso di dispersione scolastica è rappresentato dalla percentuale dei giovani tra i 18 e i 24 anni che non ha titoli scolastici superiori alla licenza media (il titolo di scuola secondaria di primo grado), non è in possesso di qualifiche professionali ottenute in corsi di durata di almeno 2 anni e non frequenta né corsi scolastici né attività formative.

Qual è il tasso di dispersione scolastica in Sardegna?

Sempre nella scheda "Noi italia" (pag. 75) si trova una tabella che include la percentuale di giovani che abbandonano gli studi per sesso e per Regione per gli anni 2004-2012. A fronte di un valore nazionale pari a 17,6% la Sardegna è ha il più alto tasso di dispersione scolastica (25,5%), seguita dalla Sicilia (24,8%).

Dispersione scolastica per regione 2012

La Sardegna detiene questo primato non felice in un Paese che non brilla rispetto ai partner europei ed è sicuramente il peggiore tra i Paesi fondatori dell'Ue. Infatti, una nostra recente analisi mostra che l'Italia registra un tasso di dispersione scolastica pari al 17% e si classifica quinta dopo Spagna, Malta, Portogallo e Romania.

Seppur arrotondi il dato per difetto, il ministro non sbaglia sulla magnitudo del fenomeno (e meno male, verrebbe da dire visto il suo ambito di riferimento), "Vero" per lei.

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