Silvio Berlusconi

"In questo nostro programma è previsto l'aumento delle pensioni minime a 1.000 euro al mese per 13 mensilità. Vi ricorderete che l'abbiamo già fatto quando siamo stati al governo portano a un milione di lire per 13 mensilità le pensioni minime".

Pubblicato: 15 gen 2015
Data origine: 24 dic 2014
Macroarea economia

Quando deve lodare i risultati dei suoi precedenti governi, Berlusconi torna spesso sull'innalzamento delle pensioni minime, uno dei punti salienti all'interno dell'ormai famosissimo contratto con gli italiani, firmato in diretta a Porta a Porta nel 2001. Già in occasione delle elezioni 2013 analizzammo i punti principali del documento che, secondo il leader di Forza Italia, era stato rispettato all'80%. In quell'occasione, e dopo una verifica punto per punto, scoprimmo che non era esattamente così. Questa volta il lavoro sarà un po' più semplice, ma non meno attuale dato che l'ex-Cavaliere torna a parlare di pensioni minime all'interno del suo programma elettorale.

La pensione e l'assegno sociale

Ci riferiamo qui alla pensione o all'assegno sociale, ossia una prestazione di natura assistenziale erogata dall'Inps ai cittadini ultra-sessantacinquenni sprovvisti di reddito o con redditi (personali o familiari) inferiori ai limiti di legge. La pensione sociale, inserita nell'ordinamento italiano nel 1969, è stata sostituita dal primo gennaio 1996 dall'assegno sociale, che aumentò l'importo mensile a 480.000 lire - 248 euro (art. 6 della legge n.335 del 1995). Da allora l'importo è andato aumentando, fino a raggiungere gli attuali 447 euro per 13 mensilità.

E il "milione di lire"?

Effettivamente la Legge Finanziaria per il 2002 prevedeva, all'articolo 38, un aumento fino a 516,46 euro per 13 mensilità, raggiungendo quindi un milione di lire per 13 mensilità. Da come abbiamo potuto vedere nel paragrafo precedente, però, tale aumento non è registrato dall'Inps, che attualmente riporta un importo mensile attorno ai 450 euro. Ma allora che ne è stato dell'aumento berlusconiano?

In realtà l'incremento dell'assegno sociale previsto dalla finanziaria del 2002 era concepito solamente per "soggetti di età pari o superiore a settanta anni", lasciando quindi fuori una buona fetta di assegnatari del trasferimento (tutti coloro tra i 65 ed i 70 anni). L'annuario 2006 dell'Inps (a chiusura del terzo governo Berlusconi) specificava, infatti, come all'epoca fossero previsti solo per individui "sotto particolari condizioni reddituali e anagrafiche" aumenti delle pensioni sociali e degli assegni sociali fino ad un importo pari a 551,35 euro mensili (secondo le maggiorazioni portate a quell'anno).

Conclusione

Insomma, quello che dice Berlusconi è vero in parte. Il suo governo ha effettivamente aumentato le pensioni sociali (o meglio, gli assegni sociali) fino a 1 milione di lire, ma solo per una fascia ridotta dell'intera platea dei beneficiari. "Nì"

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