Renato Brunetta

"Una pressione fiscale sugli immobili che in Italia ormai ha raggiunto il 2,2% del Pil, il livello più alto tra i Paesi Ocse, che in media non superano l’1,2%".

Pubblicato: 10 dic 2014
Data origine: 27 nov 2014
Macroarea economia

Cavallo di battaglia berlusconiano alle elezioni del 2008 e del 2013, l'abolizione della tassa sulla prima casa continua ad essere un punto centrale delle richieste di Forza Italia, e per rafforzare il concetto Renato Brunetta paragona la situazione italiana con quella degli altri Paesi membri dell'Ocse. I suoi dati saranno corretti?

Il confronto Ocse

I dati pubblicati proprio oggi, 10 dicembre, dall'Ocse mostrano cifre e posizioni in classifica ben diverse da quelle citate dal capogruppo forzista alla Camera. Nel grafico in basso, elaborato con i numeri estratti dalla banca dati dell'Ocse*, si evince che nel 2013 la pressione fiscale sugli immobili in Italia era all'1,2% del Pil e non 2,2%. Tale livello di tassazione degli immobili collocava il Belpaese all'11° posto su 29 Paesi dell'organizzazione i cui dati erano disponibili. La pressione fiscale sugli immobili era quasi il triplo del livello italiano in Regno Unito e più del doppio in Canada, Stati Uniti e Francia. L'unico dato tra quelli citati da Brunetta che si avvicina alla realtà è la media semplice dei Paesi Ocse censiti, che corrisponde a circa l'1,1%.

Per completezza di informazioni aggiungiamo che se anche Brunetta si stesse riferendo ai dati 2012 (visto che i dati Ocse non erano ancora pubblici quando ha rilasciato questa dichiarazione), si sarebbe comunque sbagliato. La classifica nel 2012 infatti era sempre capitanata dal Regno Unito (pressione fiscale sugli immobili pari al 3,2%), Canada e Usa (2,8%), mentre l'Italia si trovava in una posizione al di sopra della media ma pur sempre al 9° posto, con una tassazione sugli immobili pari all'1,5% del Pil.

Il verdetto

Secondo gli ultimi dati pubblicati dall'Ocse la pressione fiscale sugli immobili in Italia equivale all'1,2% del Pil e non al 2,2% come sostiene Brunetta, e soprattutto non rappresenta il livello più alto tra i Paesi membri dell'organizzazione. Seppure nel 2014 il gettito proveniente da questo tipo di imposte fosse arrivato al 2,2%, nel 2013 Regno Unito, Canada, Usa e Francia avevano imposizioni ben più elevate. Non ci resta che assegnare un "Pinocchio andante" a Brunetta.

*Selezionare 4100 Recurrent taxes on immovable property nella sezione "Tax" e poi sostituire Tax revenue in national currency con Tax revenue as % of GDP nella sezione "Variable" per ottenere i dati usati in quest'analisi.

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