Silvio Berlusconi

"Ieri abbiamo presentato il dipartimento sui Diritti umani e Civili che forse ci mancava. [...] Fi crede nella famiglia, ma questo non significa che i diritti dei cittadini, qualunque sia il loro orientamento sessuale o le loro scelte di vita, non vadano rispettati. D'altronde è così un po' in tutta Europa, dove Paesi, come la Germania, governati da partiti moderati di ispirazione cristiana, hanno deciso di regolamentare certe unioni".

Pubblicato: 30 gen 2015
Data origine: 24 ott 2013
Macroarea questioni sociali

Forza Italia annuncia la creazione di un dipartimento sui Diritti umani e civili presieduto da Mara Carfagna, già ministro delle Pari Opportunità nell'ultimo governo Berlusconi. L'ex Premier coglie l'opportunità per posizionarsi su un tema su cui si era già più volte espresso in maniera colorita e categorica. Fortunatamente, "solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione", e Berlusconi ne approfitta per puntare i riflettori sulla situazione delle unioni civili in Italia, uno dei Paesi europei che ancora non ha agito a riguardo.

Cosa succede in Europa

In Francia le unioni civili non sono assolutamente una notizia: qui è infatti passata la prima legge che introduce il "Patto civile di solidarietà", meglio conosciuto come Pacs, nel lontano 1999 durante la coabitazione tra il governo socialista di Lionel Jospin ed il Presidente della Repubblica neogollista Jacques Chirac.

Nello Stato "plurinazionale" della Spagna l'entrata in vigore delle unioni civili è avvenuta a livello regionale, con l'introduzione delle "unioni stabili" in Catalogna nel 1998, quando il Presidente del governo catalano era Jordi Pujol, leader del partito "Convergenza Democratica Catalana", associato con l'Alleanza Liberale Democratica Europea (Alde) e storicamente coalizzato con il partito cristiano democratico Unio Democratica de Catalunya. In questo caso, c'è quindi un legame - seppur non fortissimo - tra i partiti d'ispirazione cristiana e la legalizzazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso. Notiamo inoltre che sia Spagna che Francia hanno approvato il matrimonio tra persone dello stesso sesso sotto l'egida di governi socialisti, rispettivamente quello di Zapatero e di Hollande.

Anche il Belgio, nel 1998, introduceva una legge sulle unioni civili, durante il governo di coalizione di centrosinistra del Primo Ministro Jean-Luc Dehaene, legge entrata in vigore nel 2000 durante il primo governo di Guy Verhofstadt, di nuovo non un esponente di un "partito moderato di ispirazione cristiana".

Nei Paesi Bassi, diventato poi primo Paese al mondo a legalizzare il matrimonio gay, le unioni civili sono state introdotte ufficialmente nel 1998 (si veda pag. 138) in seguito alla modifica della legge sulla famiglia nel 1997. Il governo era il primo di Wim Kok, leader laburista, e i partiti d'ispirazione cristiana erano all'opposizione.

Anche in Portogallo, dove il matrimonio gay è stato legalizzato nel 2010, quando al governo c'era il socialista di José Socrates, la legalizzazione dell'unione civile tra persone dello stesso sesso, avvenuta nel 2001, è avvenuta sotto l'egida di un governo socialista, questa volta dell'attuale Alto Commissario per i Rifugiati delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.

"Un po' in tutta Europa" è un'espressione vaga, ma facendo un breve giro tra i Paesi europei che per primi hanno introdotto le unioni civili non troviamo lo "zampino" dei partiti di ispirazione cristiana tranne nel caso catalano, che presenta comunque condizioni particolari.

La prima legge in Germania

Dopo aver citato l'Europa, Berlusconi si focalizza sulla Germania (attualmente governata da una coalizione di partiti di ispirazione cristiana di centrodestra ed il partito di centrosinistra dei social democratici), che è riuscita a legiferare su queste unioni di carattere relativamente nuovo.

La storia delle unioni civili in Germania risale al 2001, quando il governo di Schroeder - anche conosciuto come il governo di coalizione "rosso-verde" dovuto all'unione tra social-democratici e verdi - approva una legge che istituisce un "partenariato a vita" (LPartG), che da ora in poi chiameremo unione civile. La legge prevede diritti simili al matrimonio, dalla possibilità di condividere un cognome (§ 3) al dovere di sostenersi e creare una vita insieme (§ 2).

Le modifiche

Ad oggi la legge è stata modificata diverse volte sotto l'auspicio di diversi governi, da quello di Schroeder nel 2004 al governo Merkel nel 2013, con emendamenti che hanno progressivamente portato l'approssimazione dell'unione civile al matrimonio. Le modifiche introdotte nel 2004, per esempio, hanno concesso più diritti pensionistici ai vedovi in una unione civile (pag. 159).

Più recentemente il dibattito si è concentrato sul diritto per le coppie dello stesso sesso di avere il medesimo regime di tassazione delle coppie sposate, che la Corte Costituzionale Federale ha giudicato legittimo nel giugno 2013. Questo risultato si è raggiunto nonostante l'opposizione generale di ispiratzione cristiana della coalizione di governo Cdu/Csu verso l'estensione dei diritti goduti dalle coppie eterosessuali alle coppie omosessuali.

Il verdetto

E' vero che la Germania ha adottato delle misure che concedono alle unioni civili diritti simili alle persone unite in matrimonio ma, diversamente da quanto sembra far credere Berlusconi, la regolamentazione iniziale non è nata da partiti di ispirazione cristiana, bensì da un governo di coalizione "rosso-verde". Dichiarare poi che "un po' in tutta Europa" sono stati i governi moderati (sempre di ispirazione cristiana) a regolamentare le unioni civili è fuorviante, specialmente se consideriamo i diversi esempi presi in considerazione. Complessivamente, Berlusconi non si merita più di un "Nì".

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