Matteo Salvini

"Non capisco perchè solo in Italia in un decreto che si occupa di sicurezza degli stadi infilino 130 milioni di euro per gli immigrati che sbarcano: è veramente demenziale".

Pubblicato: 06 nov 2014
Data origine: 17 ott 2014
Macroarea istituzioni

Matteo Salvini, che certamente non si può accusare di incostanza, continua la sua campagna a tema "immigrazione".

Questa volte la polemica è abbastanza chiara, in un fantomatico decreto sulla sicurezza negli stadi, il governo avrebbe inserito 130 milioni di euro per gli immigrati che sbarcano.

Di quale decreto parliamo?

A fine agosto, visti anche i recenti incidenti per la finale di Coppa Italia a Roma, il governo ha presentato un decreto legge intitolato "Disposizioni urgenti in materia di contrasto a fenomeni di illegalità e violenza in occasione di manifestazioni sportive, di riconoscimento della protezione internazionale, nonché per assicurare la funzionalità del Ministero dell'interno".

Il decreto, poi convertito in legge il 15 Ottobre, si poneva come obiettivo quello di contrastare e limitare le forme di violenza durante gli eventi sportivi. Per esempio, nell'articolo 8 è stata data la possibilità alla polizia di utilizzare in via sperimentale la pistola elettrica (taser).

Paghiamo gli immigrati per andare allo stadio?

Ovviamente non è così, e non è neanche quello che sostiene Salvini. Il leader della Lega Nord in realtà non ha torto, perché anche questa volta uno strumento come il decreto legge è stato utilizzato dal governo per approvare una norma omnibus. Il Capo II (art. 5,6,7) è dedicato a "Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale" e tratta proprio di immigrazione, richiedenti protezione internazionale e minori non accompagnati. Come si può vedere nel Capo IV, in cui ci sono le solite disposizioni per la copertura finanziaria, agli articoli 5 e 6 sono dedicati 122.700.000 euro per l'anno 2014, e 10.683.060 a decorrere dall'anno 2015.

Matteo Salvini viene promosso al fact-checking. Ovviamente Pagella Politica non giudica la parte della dichiarazione in cui il leader della Lega definisce tutto ciò "veramente demenziale", trattandosi di un giudizio di valore e non di fatti o dati verificabili.



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