Corrado Passera

"L'Italia, che esporta 450 miliardi pur in un periodo di forte concorrenza, è l'immagine di un Paese che c'è...".

Pubblicato: 14 nov 2012
Data origine: 11 nov 2012
Macroarea economia

Che l'Italia sia un grande Paese esportatore, lo si è sempre saputo. Secondo il Bollettino Istat per il Commercio Estero e le Attività Internazionali delle Imprese (pubblicazione 2011/2012), l'Italia era nel 2011 il quarto Paese europeo per volumi esportati (in euro), dietro la sempreverde Germania, i sorprendenti Paesi Bassi e l'immarcescibile Francia. Inoltre, negli anni le esportazioni hanno accresciuto la loro importanza sulla nostra economia, passando da un 24,5% del nostro Pil nel 2002 ad un 28,4% nel 2011, mantenendo un invariato ritmo di crescita.

Ma l'Italia esporta veramente beni e servizi per un valore di 450 miliardi? Di quale valuta parla il ministro? A quale anno si riferisce? Se diamo un'occhiata ai dati pubblicati dal Ministero dello Sviluppo Economico relativi al valore delle esportazioni italiane dal 2002 ai primi sei mesi del 2012, vediamo come l'ultimo anno considerato per intero (il 2011) abbia registrato esportazioni per un valore di 375 miliardi di euro. Ben al di sotto, quindi, di quanto annunciato dal ministro. Le stime fornite per i primi sei mesi del 2012, poi, riflettono un trend di crescita rispetto allo stesso periodo dell'anno prima (231 miliardi di euro nel periodo gennaio-luglio 2012, contro 222 miliardi nel periodo gennaio-luglio 2011), ma difficilmente raggiungeranno i 450 miliardi di euro vaticinati dal ministro. In realtà, se osserviamo il trend delle esportazioni sull'intero periodo 2002-2011, sembra che queste non abbiano mai raggiunto i 450 miliardi di euro.

Se sfogliamo però a pagina 24 del rapporto International Trade Statistics 2011 pubblicato dal World Trade Organization, come consigliato dall'Ufficio Stampa del Ministero dello Sviluppo Economico, troviamo la cifra fornita dal ministro, ovvero 448 miliardi di dollari nel 2010.

Ricordiamo comunque che il ministro non ha specificato né la valuta, né l'anno di riferimento all'interno della dichiarazione, e riteniamo quindi che fosse normale ipotizzare che stesse ragionando in euro e che si stesse riferendo all'ultimo anno intero disponibile pubblicamente. Pensiamo quindi che sia giusto dargli un "nì" per l'imprecisione del dato e per la mancanza di riferimenti certi.

PS: E' vero che le esportazioni italiane, come mostrato nel grafico di cui sopra, stanno crescendo, ma l'Italia sta comunque attraversando una forte fase di crisi nella competitività delle sue aziende. Basti vedere il grafico sotto, relativo alla quota italiana delle esportazioni globali.

Insomma, per citare il ministro, l'Italia c'è... Ma per quanto ancora? 

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