Rosario Crocetta

"Nel periodo precedente e successivo alle elezioni non è possibile per legge dare alcun contributo".

Pubblicato: 12 nov 2012
Data origine: 05 nov 2012
Macroarea istituzioni

Nel periodo tra le dimissioni del presidente della Regione sino alla nomina del nuovo governo regionale è possibile esercitare solo atti di ordinaria amministrazione.

Le dimissioni di Raffaele Lombardo (rassegnate in Aula nella seduta del 31 Luglio 2012) hanno determinato, contestualmente ed automaticamente, lo scioglimento dell’assemblea regionale siciliana (art. 10, secondo comma, dello Statuto Siciliano), ossia la fine anticipata della legislatura. 

Mentre l'art. 4 della legge costituzionale n. 1/1972, si limita a disporre che fino a quando non si riunisce la nuova assemblea sono prorogati i poteri della precedente assemblea, il terzo comma dell'art. 8 bis, dello Statuto Siciliano dispone tanto sulla durata della cosiddetta prorogatio della compagine governativa (che va dalla presa d’atto delle dimissioni del presidente della Regione sino alla nomina del nuovo governo regionale), quanto sul tipo di attività esercitate dalla stessa in tale periodo (atti di ordinaria amministrazione). 

Definiamo allora quali sono gli atti di ordinaria amministrazione.

Il Forum Costituzionale, ha provveduto a categorizzare, nei limiti in cui è possibile estenderli all’assemblea regionale siciliana, gli atti che l’assemblea è legittimata a compiere dopo la scadenza del mandato, tenendo conto degli insegnamenti della Corte Costituzionale, degli apporti dottrinali nonché della prassi maturata presso le Camere Nazionali. Questi sono: atti legislativi - ossia quelli che a giudizio delle forze politiche rivestono i caratteri dell’indifferibilità ed urgenza insieme a quelli che sono costituzionalmente dovuti;  atti a rilevanza interna –ad esempio il bilancio interno dell’Ars; ogni atto da rendersi entro scadenze improcrastinabili, ossia entro termini la cui mancata osservanza produca effetti negativi. Non è dunque menzionata alcuna forma di contributo.

A titolo d'informazione, aggiungiamo che in Sicilia il 4 agosto scorso è entrato in vigore il "decreto blocca nomine" che vieta al presidente della Regione e ai componenti della sua Giunta, in caso di conclusione anticipata della legislatura regionale, “di procedere a nomine, designazioni o conferimenti di incarichi in organi, enti, aziende,consorzi, società controllate o partecipate dalla Regione.

Il neopresidente si è meritato il voto pieno: "Vero"!

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