Pier Carlo Padoan

(Gli investitori cinesi) “sono al 2% anche in Telecom”.

Pubblicato: 01 set 2014
Data origine: 06 ago 2014
Macroarea economia

Per chi non l'avesse ancora notato, l'interesse degli investitori stranieri per l'Italia è in deciso aumento. Lo prova l'ultimo comunicato del centro studi di Unimpresa - l'Unione Nazionale di Imprese - che in un rapporto sulla composizione dell'azionariato di tutte le società italiane quotate in borsa ha scoperto come, in confronto allo stesso periodo del 2013, nel gennaio 2014 il 41,8% delle azioni fossero in mano a soggetti stranieri. Un aumento di 2,5 punti percentuali in un anno.

Tra questi spiccano le iniziative di grandi fondi di investimento americani (come per esempio Blackrock, presente in numerosissime società del Belpaese secondo il suo ultimo rapporto), anche se più recentemente hanno trovato risalto le azioni della banca centrale cinese, la People's Bank of China. Questa, tramite la sua agenzia di investimento (Safe, State Administration of Foreign Exchange), ha operato nel mese di luglio investimenti in Fiat, Prysmian e, proprio come dice il ministro Padoan, Telecom Italia, dove raggiunge una quota di azionariato pari al 2,081% secondo gli ultimi aggiornamenti della Consob.

Il tutto potrebbe rientrare, secondo l'analisi del Wall Street Journal, all'interno di una strategia volta ad ottimizzare i rendimenti degli investimenti in valuta estera dell'istituto di Pechino, in un momento in cui le operazioni espansive delle banche centrali americana ed europea, volte a sostenere la crescita in un periodo di stagnazione economica, hanno ridotto i rendimenti dei titoli di Stato al minimo.

D'altronde l'interesse degli investitori cinesi, sia privati che pubblici, per l'Europa non è cosa nuova. Un recente rapporto di Dagong Europe, ramo europeo dell'agenzia di rating cinese, indicava l'Europa come il terzo destinatario di investimenti esteri cinesi (l'11%). Gli ultimi dati per Paese risalgono al 2011 e, sebbene l'Italia fosse ancora distante da altri Paesi europei (come per esempio la Francia), il volume di investimenti cinesi è cresciuto nello spazio di un anno del 50%.

Insomma, "Vero" per il ministro.

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