Antonio Di Pietro

"La differenza è che noi, dopo aver parlato, votiamo anche contro il governo Monti. Lui [Berlusconi], invece, vota sempre a favore. Tutte quelle leggi e quelle tasse e quei tagli e quel rigore sono stati possibili solo perché lui e il suo Pdl hanno votato senza fiatare tutte le leggi di Monti e hanno puntato i piedi solo quando si trattava di impedire che venisse varata una legge seria contro i corrotti"

Pubblicato: 06 nov 2012
Data origine: 28 ott 2012
Macroarea istituzioni

Con la sua solita affannata retorica, Di Pietro sembra effettivamente dire la verità, specialmente riguardo all'atteggiamento del Pdl sulle misure di natura economica e fiscale presentate dal governo dei tecnici.

Nonostante l'iniziale fiducia al governo Monti, l'Idv ha successivamente perseguito un percorso di allontanamento dalla "maggioranza strana" a sostegno dei tecnici, esprimendo un parere contrario alle richieste di fiducia presentate dal governo su materie di natura economica e fiscale. Il  Popolo della Libertà, al contrario, ha sostenuto il governo Monti su questi provvedimenti, nonostante la solidità del proprio supporto sia progressivamente calata con lo scorrere del tempo. 

Abbiamo inserito in una tabella i dati pubblicati da OpenPolis riguardo le votazioni sulle proposte “chiave”, in materia economica e fiscale, presentate alla Camera dal governo Monti. Risulta chiaro che il Pdl non ha mai dichiaratamente sottratto il sostegno al governo, anche se i voti del gruppo Pdl su queste questioni sono stati molti di meno rispetto alla fiducia del 18 novembre 2011, come si può desumere dalla tabella qui sotto:

 

Passiamo alla seconda parte della dichiarazione, quella riguardante le norme anticorruzione. Benchè sia impossibile analizzare i dettagli di un iter parlamentare durato più di due anni per stabilire se e quando il Pdl "abbia puntato i piedi", possiamo rilevare che, dopo aver concesso la fiducia alla Camera, il gruppo Pdl imbastisce in Senato una resistenza ben più battagliera inoltrando una richiesta di modifica profonda, in particolare sui seguenti punti: il traffico d’influenze, la corruzione tra privati, l’aumento delle pene minime e massime e la norma sulla corruzione per induzione.

Durante la discussione avviata in Commissione Giustizia, il Pdl intraprende infatti un serrato negoziato con il ministro Severino. Dapprima richiede di eliminare dal testo il reato di traffico di influenze illecite, così come di ripristinare la procedibilità a querela per la corruzione tra privati. Successivamente, una volta raggiunto l'accordo per una norma pronta a passare all'esame dell'aula, propone in Commissione Giustizia ulteriori emendamenti sul reato di concussione. Le discussioni che seguono ci riportano indietro di 12 mesi, evocando la possibilità che, una volta introdotte le modifiche, queste potrebbero incidere sul processo “Ruby” in cui è coinvolto Silvio Berlusconi. Inoltre, sebbene certi emendamenti come il famoso provvedimento "anti-Batman" possano ottenere il plauso generale, non mancano le denunce, espresse anche dalll'Idv, riguardo presunti tentativi del Pdl di evitare che sul testo del ddL anticorruzione venga posta la fiducia, in modo da ritardarne l’entrata in vigore.

Il ddL anticorruzione viene infine approvato in via definitiva alla Camera il 31 ottobre con 480 voti favorevoli, tra cui quelli del Pdl (un contrario e dieci astenuti). Il gruppo Idv ha votato contro. Precisiamo che alcune materie - prescrizione, falso in bilancio, voto di scambio e autoriciclaggio- sono rimaste fuori dal provvedimento e che sul tema dell'incandidabilità il Governo si è impegnato ad esercitare tutte le deleghe immediatamente dopo l’approvazione della legge.

Di Pietro si merita quasi un "Vero", data la veridicità di quanto da lui affermato sull'atteggiamento del Pdl verso il governo in materie di natura fiscale, (approvazione della fiducia). Se è inoltre vero che il Pdl ha proposto la riduzione dell'impatto di alcune norme contenute nel ddl, è comunque impossibile ignorare come il partito abbia, alla fine, votato compattamente a favore della fiducia. Abbassiamo il voto al leader - a tempo determinato? - dell'Idv, affibbiandogli infine un bel "C'eri quasi".

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