Ignazio Marino

"Noi eravamo in infrazione europea. Per cui lei si è mai chiesta perché a Roma non c'era mai nessuna opera finanziata dall'Europa? [...] Perché avevamo Malagrotta aperta, per cui non potevamo nemmeno chiedere i finanziamenti europei!".

Pubblicato: 01 lug 2014
Data origine: 03 giu 2014
Macroarea ambiente

Ospite di Lilli Gruber a Otto e Mezzo, il sindaco di Roma Ignazio Marino prova a difendersi dalle accuse di immobilismo. La giornalista di La7 si sofferma in particolare sulla questione dello smaltimento dei rifiuti, in riferimento alla quale il sindaco fa una serie di precisazioni.

E' vero che a marzo 2013 la Commissione Europea ha riferito l'Italia alla Corte di Giustizia dell'Unione europea (Cgue) perché la discarica di Malagrotta (e "altre" nel Lazio) non rispettavano la legislazione Ue sul pre-trattamento dei rifiuti, i quali "costituiscono una grave minaccia per la salute umana e l'ambiente". La scelta di appellarsi alla Cgue è seguita alla mancata ottemperanza del nostro Paese al sollecito inviato dalla Commissione nel maggio 2012 (a sua volta preceduto dalla lettera di messa in mora inviata nel giugno del 2011). Fin qui nulla da eccepire per Marino.

Non sembrerebbe, tuttavia, che da questa procedura di infrazione siano conseguiti blocchi dei finanziamenti europei, né che ciò possa avvenire a causa di Malagrotta. Come si può leggere nella pagina della Commissione che spiega il funzionamento delle procedure d'infrazione, laddove la Corte di Giustizia dovesse dare ragione alla Commissione Europea, l'Italia dovrebbe conformarsi alla sentenza. Ma il processo non è finito. Infatti è solo in seguito ad una seconda procedura d'infrazione iniziato dalla Commissione Europea, che lo Stato membro può incorrere in una penalità finanziaria (possibilità questa introdotta dal Trattato di Lisbona). Tale penalità finanziaria però è a spese dello Stato membro, e non vi è nessuna indicazione di un congelamento dei fondi europei erogati.

Per garantire un fact-checking sicuro al 100% e anche perchè a questo punto ci siamo incuriositi, abbiamo contattato la Commissione Europea per ulteriori conferme. Secondo Joseph Hennon, portavoce del commissario per l'Ambiente Potocnik, la discarica di Malagrotta non ha mai di per sé ricevuto fondi europei nel framework 2007-2013. Allo stesso tempo però, nel periodo di programmazione 2007-2013, sono stati allocati fondi a Roma nel contesto definito nel Programma Operativo Regionale del Lazio (POR). Guardando nel dettaglio l'elenco dei beneficiari dei fondi per la competitività regionale nella Regione Lazio, vediamo che ci sono eccome fondi stanziati a Roma. Tra questi vi sono fondi per interventi di recupero nel Parco dell'Appia Antica, e persino dei fondi stanziati al Comune di Roma, soprattutto relativi all'installazione di sistemi fotovoltaici in scuole della Capitale.

Insomma, è verissimo che Roma (più precisamente, l'Italia) ha un contenzioso aperto con l'Ue per la discarica di Malagrotta, ma ciò non ha causato congelamenti di fondi destinati alla città di Roma: "Pinocchio andante".

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