Giorgia Meloni

"Negli ultimi 14 anni - questo dicono i dati - tutte le nazioni che sono dentro all'Eurozona sono cresciute meno di quelle che stanno fuori eccezion fatta per la Germania".

Pubblicato: 30 mag 2014
Data origine: 23 mag 2014
Macroarea economia

Cosa dicono i dati, precisamente sulla crescita dei Paesi nell'eurozona e fuori? Sul tema abbiamo riscontrato in passato numerose imprecisioni. Vediamo se alla leader di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale va meglio.

Consultando i dati Eurostat sul Pil dei Paesi dell'Unione Europea dal 1999 al 2013 (ultimo dato disponibile per tutti), fatto 100 il livello 2000 otteniamo il grafico di cui sotto. Abbiamo colorato in giallo le economie extra-euro ed in blu le economie dell'Eurozona: come si nota, in realtà non c'è una netta distinzione tra i due gruppi. Se è vero che l'economia cresciuta in assoluto di più nel periodo 2000-2013 non è nell'euro (è la Lituania), al secondo, terzo e quarto posto troviamo tre economie che hanno adottato l'euro (Slovacchia, Lettonia ed Estonia). Per quanto in questi tre Paesi l'euro sia stato introdotto molto più tardi, hanno ancorato la loro valuta all'interno di una banda di fluttuazione rispetto all'euro da circa un decennio (2004 per l'Estonia, 2005 per Slovacchia e Lettonia), de facto entrando nel sistema monetario dell'Eurozona. Vale la pena far notare che anche la Lituania ha ancorato la sua valuta, il litas, all'euro, concedendosi un +/-15% di fluttuazione rispetto alla valuta unica.

Anche escludendo queste economie troviamo tra i primi posti il Lussemburgo e l'Irlanda, che sono cresciuti più di Regno Unito e Ungheria (entrambi al di fuori dell'euro e del meccanismo di ancoraggio dei cambi). Infine tutte le economie dell'Eurozona tranne tre (Grecia, Portogallo e Italia) sono cresciute più della Danimarca, che l'euro non l'ha mai adottato. Insomma nei dati non troviamo la netta distinzione che dipinge Meloni nella sua intervista.

Come se non bastasse, l'eccezione teutonica non regge alla prova dei fatti: la Germania ha visto il suo Pil aumentare di 15 punti percentuali dal 2000 al 2013, ovvero molto meno di tante dell'economie dell'Eurozona stessa (Belgio, Cipro, Spagna, Irlanda per citarne alcune).

Forse l'ipotesi di Meloni potrebbe avvicinarsi alla realtà prendendo in esame il solo periodo 2008-2013. Ma poichè la leader esplicita che la distinzione tra euro e non-euro si registra sul periodo di 14 anni, scivola rovinosamente sulla "Panzana pazzesca".

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