Renato Brunetta

"La Commissione Europea, infatti, rivede in peggio le stime sul deficit strutturale dell’Italia, da -0,6% a -0,8% nel 2014. E, quel che è grave, la situazione non migliora nel 2015: -0,7% contro il -0,1% contenuto nel Def del governo. Questo significa che l’Italia non solo non realizzerà il pareggio di bilancio nel 2015, ma neanche rispetta il percorso di rientro dal deficit eccessivo dello 0,5% annuo previsto dal Fiscal compact. Disallineamento delle stime tra Commissione europea e governo italiano emerge anche dai numeri sul Pil, previsto a +0,6% dall’Ue contro il +0,8% del Def. Significativo il fatto che le previsioni della Commissione siano rimaste invariate rispetto all’ultimo outlook di febbraio, a dimostrazione dell’impatto nullo delle misure del governo Renzi sulla crescita. Anche i dati sulla disoccupazione, infine, smentiscono il presidente del Consiglio, che aveva dichiarato di puntare a portarla sotto il 10% entro il 2018. Al contrario, il trend continua a essere in crescita e registra sempre nuovi record (12,8% nel 2014)".

Pubblicato: 12 mag 2014
Data origine: 05 mag 2014
Macroarea economia

L'uscita delle nuove previsioni economiche della Commissione Europea è un'occasione per Brunetta per fare dei confronti con le stime nazionali.

Vediamo, in rapida successione, se i vari confronti citati da Brunetta sono ripresi correttamente o meno.

Deficit strutturale: è vero quello che dice il capogruppo alla Camera, ossia che la Commissione fa una stima di -0,8% di deficit strutturale nel 2014 rispetto a -0,6% stimato nel precedente "Winter Forecast", e che prevede sarà pari a -0,7% nel 2015 rispetto al decisamente più ottimistico -0,1% contenuto nel DEF, presentato ad aprile dal governo.

Crescita del Pil: è vero anche in questo caso che vi è divergenza tra la stima della Commissione (+0,6% nel 2014, invariata rispetto alle stime precedenti) e quelle del Documento di Economia e Finanza (+0,8%). Non vi è alcuna indicazione nelle stime in base alle quali la Commissione ritenga "nullo" l'impatto delle misure del governo Renzi. Anzi, vi è un'indicazione secondo la quale la riduzione del cuneo fiscale possa aumentare i consumi: la conclusione tratta da Brunetta sembra quindi essere un po' faziosa.

Disoccupazione: è vero che Renzi ha espresso la speranza di riportare la disoccupazione sotto il 10% entro fine mandato (e non "in pochi mesi", come aveva detto Brunetta recentemente). Ed è inoltre vero che il tasso di disoccupazione dovrebbe aumentare ulteriormente nel 2014 per arrivare al 12,8% (in aumento rispetto al 12,6% della stima precedente e in aumento rispetto al 12,2% del 2013). Tuttavia non è corretto dire che il trend "continua a essere in crescita", visto che la stessa Commissione prevede un "declino marginale" nel 2015 (stimata al 12,5%) e non dà nessuna indicazione sul percorso da qui al 2018.

Dati sostanzialmente corretti accompagnati da qualche conclusione faziosa: "C'eri quasi" per il capogruppo Forza Italia alla Camera.

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