Renato Brunetta

"[La riforma del Senato proposta dal governo Renzi] lascia al Capo dello Stato la nomina di 21 senatori che sono esattamente il numero dei senatori di Lombardia, Lazio e Sicilia messe insieme. Le pare possibile che si possa dare a un presidente della Repubblica il potere di nomina di 21 senatori della cosiddetta società civile, che sono di un numero superiore a quello delle più grandi regioni italiane?”.

Pubblicato: 06 apr 2014
Data origine: 03 apr 2014
Macroarea istituzioni

Renato Brunetta all'attacco dell'azione riformatrice del governo Renzi. Il 31 marzo il Presidente del Consiglio, insieme al ministro per le Riforme e Rapporti col Parlamento Maria Elena Boschi e al sottosegretario Delrio, ha presentato il disegno di legge di riforma costituzionale che dovrebbe portare alla riforma del Senato e del titolo V della costituzione italiana. Cosa prevede questa riforma? Si instaura un sistema bicamerale differenziato nel quale il Senato, rinominato Senato delle Autonomie, diviene mero organo rappresentativo delle Istituzioni territoriali. Che cosa significa? Il Senato non sarà più un organo legislativo con poteri equivalenti a quelli della Camera dei deputati; quest'ultima, cioè, potrà approvare delle leggi senza che siano approvate anche dal Senato (salvo i casi di leggi di revisione costituzionale e di leggi costituzionali che rimangono di competenza di entrambe le Camere). Per i lettori più curiosi indichiamo questa sintesi più dettagliata.

L'accusa di Brunetta, però, è mirata e verte sulla composizione della nuova Camera. Parte bene; come infatti possiamo leggere nella presentazione, del nuovo Senato faranno parte anche ventuno cittadini nominati dal Presidente della Repubblica, per la durata di sette anni, che abbiano onorato l’Italia per meriti in campo sociale, artistico, letterario o scientifico

Adesso bisogna capire quanti sarebbero i rappresentanti per ciascuna Regione. Sempre la stessa slide ci dice che ogni Regione sarà rappresentata dal presidente della sua Giunta, dal sindaco del capoluogo, da due membri eletti tra i componenti del Consiglio regionale (con voto limitato) e da due sindaci eletti dai sindaci della Regione (con voto limitato). In totale, quindi, per ogni Regione siederanno sei senatori. Le tre Regioni citate da Brunetta, quindi, avranno meno senatori di quelli nominati dal Presidente della Repubblica. Sottolineiamo che attualmente il Lazio ne conta 28, la Sicilia 25 e la Lombardia, da sola, ben 49.

Senza entrare nel merito della bontà o meno della riforma, compito che lasciamo ai nostri lettori, non possiamo che certificare l'esattezza del conteggio di Renato Brunetta: "Vero"!

Logo
Logo
Logo
Logo