Vittorio Grilli

"Non abbiamo il fiscal gap che hanno altri Paesi con un deficit al 5 o al 10 per cento. Noi abbiamo il bilancio in pareggio strutturale".

Pubblicato: 15 ott 2012
Data origine: 13 ott 2012
Macroarea economia

La differenza tra debito e deficit ha causato non pochi problemi in passato a politici di tutti gli schieramenti: da Paola Concia intervistata dalle Iene che sostiene che deficit sia inglese per debito al governatore del Piemonte Cota che parla di deficit oltre il 100% in un memorabile episodio di Otto e Mezzo.

Fortunatamente il ministro delegato all'Economia ed alle Finanze non ha commesso errori di una tale grossolanità (e ci mancherebbe pure), ma la sua dichiarazione rimane sempre un po' imprecisa. La prima parte è sicuramente vera: il deficit Italiano è lontano da valori del 5 o 10 per cento, attestandosi secondo le stime del World Economic Outlook di ottobre, pubblicato dal Fondo Monetario Internazionale, a -2,7% nel 2012. Non è ben chiaro di quali "altri Paesi" stia parlando Grilli, ma visto il contesto in cui è avvenuta la dichiarazione (in seguito a una domanda sulla necessità, da parte dell'Italia, di ricorrere agli aiuti del fondo Salva-Stati), possiamo presumere che intendesse gli altri Paesi dell'Eurozona. Per quanto ci siano deficit sicuramente ingenti tra i Paesi della "periferia", nessuno di essi si attesta al 10% (Grecia e Irlanda sono le peggiori con -7,5% e -8,3%). Il ministro Grilli quindi correttamente indica a situazioni di disavanzo molto peggiori del nostro, ma quel "10%" appare un po' come una 'sparata'.

Per quanto riguarda "il bilancio in pareggio strutturale", cioè al netto dei cosiddetti elementi ciclici e di misure una tantum, Grilli esagera di nuovo: nel 2012 infatti l'Italia dovrebbe avere un deficit strutturale di circa -0,6% secondo l'Fmi e addirittura -0,9% secondo lo stesso Mef nella nota di aggiornamento del Def 2012 di ottobre. Per quanto questo scarto si possa considerare minimo visto il contesto europeo, e per quanto il ministro probabilmente intendesse che il bilancio in pareggio strutturale è da considerarsi nel medio periodo (e infatti secondo il Fondo già dall'anno prossimo dovremmo avere addirittura un surplus strutturale), la dichiarazione - perlomeno per com'è stata riportata dal Corriere - è complessivamente un po' troppo approssimativa per essere considerata completamente vera.

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