Matteo Renzi

"Vuol dire garantire parità di accesso nelle cariche dirigenziali. Oggi tu hai lo stesso numero di magistrati e magistrate. Però nelle posizioni apicali per ogni 5 uomini hai una donna". (Min. 32:24)

Pubblicato: 31 mar 2014
Data origine: 28 mar 2014
Macroarea questioni sociali

In veste di neo Presidente del Consiglio, Matteo Renzi torna su un tema già trattato quando era ancora "solo" sindaco di Firenze (sarebbe divenuto segretario del Pd dopo una settimana) e di cui ci siamo già occupati in questa precedente analisi.

Anche in questo caso viene rispettata la struttura dell'argomentazione precedente. Il Premier confronta il numero di magistrate sul totale per poi passare a considerare quelle in posizione apicale.

Cominciamo quindi a verificare la prima parte dell'analisi. Anche in questo caso ci serviamo della sezione dedicata all'organico attivo disponibile sul sito del Consiglio Superiore della Magistratura. Qui leggiamo che, su un totale di 9.442 magistrati in servizio (sono aumentati rispetto allo scorso dicembre), le donne sono 4.615, ovvero circa il 49%.

Anche la seconda parte della dichiarazione si conferma veritiera. Dei 16 membri magistrati che compongono il Consiglio Superiore della Magistratura solamente due sono donne (12.5% - Giuseppina Casella e Giovanna Di Rosa). Tale numero raddoppia nel Consiglio Direttivo della Corte Suprema di Cassazione dove le donne sono quattro su 13 membri (30%) ma si dimezza nel Consiglio di Presidenza della Corte dei Conti: dei suoi quattro magistrati eletti, solamente uno è donna (25%). Volendo generalizzare, le magistrate in posizione apicali in questi ordini sono il 21% (7 su 33).

Non esattamente una su sei, che sarebbe il 16%, ma ci si avvicina molto: "Vero"!

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