Beppe Grillo

"Noi importiamo per 110 miliardi materie prime dall’estero […]. Di questi 110 miliardi che noi importiamo con valuta debole, 60 sono di energia fossile." (Min. 34.31)

Pubblicato: 01 mar 2014
Data origine: 23 gen 2014
Macroarea economia

L'energia è un tema caro a Beppe Grillo: del resto ne ha fatto una delle "stelle" del MoVimento 5 Stelle. Eppure, in conferenza stampa con i giornalisti stranieri, commette qualche errore.

I dati più aggiornati che abbiamo trovato sono del 2011 e sono pubblicati in un rapporto dell'Istituto Commercio Estero (Ice) titolato "Le importazioni italiane di materie prime". A pagina 7 si legge che nel 2011 l'Italia ha importato materie per un valore di circa 168,8 miliardi di euro, ben oltre i 110 miliardi citati da Grillo. Sul valore delle importazioni di energia fossile, invece, il leader del M5S ci va molto vicino: tra petrolio greggio, gas naturale e carbone l'Italia nel 2011 ha importato materie prime energetiche per 65,9 miliardi.

Ma Grillo commette un errore quando afferma che l'Italia importa con valuta debole. E' semmai vero proprio il contrario. Solitamente la Banca Centrale Europea viene criticata per delle politiche monetarie che terrebbero l'euro a un valore troppo alto rispetto al dollaro, danneggiando le esportazioni: negli ultimi tre anni l'euro in media ha oscillato tra quota 1,28 e 1,39 rispetto al dollaro. Il rovescio - positivo - della medaglia è che un euro forte ci fa risparmiare nell'acquisto di materie prime scambiate in altre valute. Ad esempio, il petrolio, che secondo l'Ice pesa per il 63% delle importazioni di materie prime energetiche e per il 25% delle nostre importazioni totali di materie prime, è scambiato in dollari. Se l'euro fosse debole rispetto al dollaro - come lo era la lira - le esportazioni sarebbero più competitive ma il costo delle importazioni energetiche (e a cascata sui prodotti finali) sarebbe ben maggiore.

In conclusione di analisi aggiungiamo una nota: Grillo, che ora si preoccupa del costo delle importazioni di energia, in campagna elettorale, lo scorso febbraio, affermava (sbagliando) che l'Italia produceva quattro volte l'energia che consuma.

Grillo si salva dalla panzana per aver citato le importazioni di energia fossile correttamente, ma gli errori su tutto il resto comportano un "Pinocchio andante".

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