Fabrizio Saccomanni

"Oggi sono mutate le variabili di fondo, i nostri tassi sono sotto il 4% e questo è indubbiamente un grande risultato [...]. Ricordo che quando dissi che nel 2014 avremmo raggiunto i 200 punti base di spread fui sommerso da un mare di scetticismo".

Pubblicato: 13 gen 2014
Data origine: 06 gen 2014
Macroarea economia

Il ministro dell'Economia rivendica i risultati raggiunti dal governo sotto il profilo dello spread e del rendimento degli interessi sul nostro debito, citando i numeri giusti.

Come mostra un documento della Banca d'Italia, il tasso di interesse medio dei Btp - i Buoni del Tesoro Poliennali - si è attestato al 3,65% nel dicembre del 2013. Se paragonato al punto più alto della nostra recente crisi del debito - quel novembre del 2011 in cui il rendimento dei Btp era schizzato al 6,99% e Berlusconi lasciò il posto a Monti - Saccomanni può ben festeggiare i valori attuali. Per completezza, riportiamo qui accanto i dati Bankitalia relativi ai tassi di interesse nel periodo 2011-2013.

E' inoltre vero quanto sostiene nella seconda parte della dichiarazione. Lo scorso 29 ottobre, durante un'audizione al Senato sulla legge di stabilità, il ministro affermò: "Si ipotizza una graduale riduzione del differenziale di rendimento sui titoli di Stato decennali rispetto a quelli tedeschi: a 200 punti base nel 2014 e a 100 nel 2017". Effettivamente la previsione fu accolta con un certo scetticismo. Un comunicato stampa Adusbef - l'associazione dei consumatori del settore - titolava: "Calo spread previsioni da Mago Otelma!"

E invece, nella prima settimana di gennaio, lo spread - che ricordiamo essere la differenza tra il rendimento dei Btp italiani a 10 anni e dei Bund tedeschi - ha oscillato tra un minimo di 196 e un massimo di 212 punti, come mostra il grafico de Il Sole 24 Ore riportato accanto.

Insomma, tutto vero per Saccomanni!

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