Emma Bonino

"C'è stata una dichiarazione formale del portavoce del Ministero degli Esteri indiano, Syed Akbaruddin, che ha risposto ad una domanda dell'Ansa durante una conferenza stampa e ha ricordato lui stesso che già in una dichiarazione al parlamento lo scorso 22 marzo il ministro degli Esteri indiano Kurshid escludeva la pena di morte".

Pubblicato: 03 dic 2013
Data origine: 29 nov 2013
Macroarea esteri

Nel recente dibattito politico si è tornati a parlare dei Marò, Massimo Latorre e Salvatore Girone, arrestati nel febbraio dell'anno scorso per aver sparato contro un peschereccio al largo delle coste del Kerala, uccidento due pescatori indiani. Nella fattispecie, in un'intervista a Radio Radicale, il ministro degli Affari Esteri Bonino rassicura che non c'è rischio di pena di morte per i due militari italiani.

Come affermato dalla Bonino, infatti, il portavoce del Ministero degli Esteri indiano, Syed Akbaruddin, ha risposto così a una domanda dell'Ansa durante una conferenza stampa: "il caso non rientra tra quelli che sono punibili con la pena di morte". Sebbene l'Ansa non riporti la risposta completa, o almeno quella citata dalla Bonino, possiamo verificare se effettivamente il ministro degli Esteri indiano Kurshid abbia dichiarato davanti al parlamento indiano che la pena di morte per i due militari è da escludere.

Secondo la lettera del ministro alla presidente della Camera, riportata dall'Hindustan Times, il caso di Latorre e Girone non rientra nella categoria dei casi - rari, a suo dire - punibili con la pena di morte.

Considerando la precisione dell'informazione riportata dal Ministero degli Esteri, le diamo il beneficio del dubbio per quanto riguarda la dichiarazione riportata a metà dall'Ansa, assegnandole un "Vero".

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