Ignazio Marino

"Abbiamo scelto una squadra che per la prima volta nella storia della nostra città vede il 50% di assessori di genere femminile e di assessori di genere maschile".

Pubblicato: 10 lug 2013
Data origine: 01 lug 2013
Macroarea istituzioni

Nelle dichiarazioni dei sindaci neo eletti, ritorna uno dei temi cardini relativi alla formazione delle Giunte comunali: le quote rosa. Il nuovo sindaco di Roma si vanta di avere al suo cospetto la prima squadra nella storia della capitale con il 50% di assessori di genere femminile. La Giunta comunale di Roma è infatti composta da dodici persone, sei sono donne: Flavia Barca (Cultura, creatività e promozione artistica), Alessandra Cattoi (Scuola, infanzia, giovani e pari opportunità), Rita Cutini (Sostegno sociale e sussidarietà), Marta Leonori (Roma produttiva), Estella Marino (Ambiente, agroalimentare e rifiuti) e Daniela Morgante (Bilancio e razionalizzazione della spesa).

Grazie all' Anagrafe delle Amministrazioni del Ministero dell'Interno abbiamo la possibilità di mettere le parole di Marino all'esame del nostro "Panzanometro". Per rendere la vostra - e la nostra - vita più semplice, abbiamo trasferito i dati in un grafico che riportiamo qui di seguito. Sembra evidente che la dichiarazione di Marino sia vera, essendo l'unico sindaco, dal 1988 a oggi, ad aver avuto una giunta al 50% rappresentata da donne. Classifica che vede al secondo posto la Giunta Veltroni del 2001, con il 37,50% di donne, e al terzo il pari merito tra la Giunta Rutelli del 1997 e quella Veltroni del 2006, entrambe con il 31,25% di rappresentanza femminile.

Piccola nota di colore ce la regala Gianni Alemanno con la sua tanto discussa compagine comunale. Avviati i lavori con 2 donne nel 2008 (Sveva Belviso e Laura Marsilio), il suo governo entra nella bufera nel gennaio del 2011 quando il sindaco decide di operare un rimpasto. Il governo romano che ne viene fuori vede la riduzione della rappresentanza delle donne alla sola Sveva Belviso, che diventerá, da lí a breve, vice sindaco. La presenza di una sola donna indispettisce l'opposizione, che fa ricorso al Tar: il risultato sarà, nell'estate del 2011, l'annullamento della Giunta Alemanno. Per rimediare, il sindaco nomina assessore, Rosella Sensi, riportando a quota 2 il numero di donne in Giunta. Sembra tutto concluso per il meglio, ma nel gennaio del 2012 il ministro Fornero scrive a Gianni Alemanno, sottolineando l'assoluta necessità di alzare il numero di donne nel governo della capitale. Nel febbraio 2012, pungolato dal ministro, il primo cittadino decide di inserire nella sua Giunta un'altra donna, Lucia Funari, seguita poi, a un anno di distanza, da Barbara Barbuscia e Maria Spena.

P.S.: il grafico parte dal 1988 perchè i dati ufficiali del Ministero dell'Interno iniziano da quell'anno

P.P.S.: si è presa in considerazione la composizione della Giunta da nomina subito dopo la data dell'elezione, senza considerare eventuali "rimpasti" di governo.

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