Pietro Grasso

"Il rapporto tra disavanzo pubblico e prodotto interno lordo che nel 2009 aveva raggiunto il 5,5% del Pil è stato progressivamente ridotto entro i parametri fissati dai trattati fino ad arrivare al 3% del 2012".

Pubblicato: 12 giu 2013
Data origine: 01 giu 2013
Macroarea economia

In mezzo a tante cattive notizie sull'economia italiana nelle scorse settimane è arrivato anche un segnale positivo: la riduzione del disavanzo pubblico italiano negli scorsi anni è stata tale che la Commissione Europea ha raccomandato al Consiglio di abrogare la procedura per i disavanzi eccessivi nei confronti del Belpaese*. Sicuramente, quindi, la riduzione c'è stata, non ci resta che vedere se il presidente del Senato ha citato le cifre corrette.

I dati Eurostat sul deficit confermano la dichiarazione di Grasso. Il rapporto deficit/Pil - pari a -5,5% nel 2009 - è migliorato anno dopo anno per raggiungere la fatidica soglia del -3,0% nel 2012. L'andamento si può vedere nel grafico qui sotto, dove viene rappresentato anche il disavanzo primario (il deficit al netto degli interessi pagati sul debito pubblico) per l'orizzonte temporale 2001-2012.

"Vero" facile ma meritato per Pietro Grasso.

*La procedura per i disavanzi eccessivi scatta in seguito ad una raccomandazione della Commissione Ue ed una decisione del Consiglio, nel momento in cui il deficit di un Paese all'interno dell'Uem eccede la soglia del 3% in una maniera che non viene considerata "temporanea ed eccezionale". Essa implica una serie di raccomandazioni da seguire, ed eventuali sanzioni finanziarie laddove il deficit non rientrasse a causa di una mancata implementazione delle raccomandazioni. Per maggiori informazioni leggere qui.

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