Emma Bonino

"783 milioni di uomini e donne che non hanno ancora accesso all’acqua potabile. E sono 2,5 miliardi le persone che non hanno accesso ai servizi igienici di base".

Pubblicato: 01 giu 2013
Data origine: 21 mag 2013
Macroarea ambiente

In questa dichiarazione, il ministro degli Esteri fa probabilmente riferimento alle stime del Who/Unicef Joint Monitoring Programme (JMP) for Water Supply and Sanitation, l'organismo delle Nazioni Unite incaricato di monitorare il progresso verso il settimo Millennium Development Goal (MDG) che afferma: "Dimezzare, entro il 2015, la quota di popolazione senza accesso all'acqua potabile e a servizi sanitari di base" (Obiettivo 7c). 

Nel 2011, secondo le stime della più recente edizione del rapporto Progress on Sanitation and Drinking-Water,  l'89% della popolazione mondiale usa fonti di acqua potabile migliorate e il 55% dispone di acqua direttamente nella propria abitazione. Per capire se Emma Bonino abbia detto il vero o meno, basta scorrere di qualche riga; poco più sotto, infatti, si legge che 768 milioni di persone non hanno utilizzato "fonti migliorate" di acqua potabile (pagina 8). Il numero citato dalla ministro, però, sembra fin troppo preciso per essere sbagliato; abbiamo quindi consultato l'edizione 2012 del rapporto Progress on Sanitation and Drinking-Water, dove, per l'appunto, si afferma che, nel 2010, erano oltre 780 milioni gli individui privi di accesso a "fonti migliorate" di acqua potabile (pagina 5). Come possiamo vedere da questo comunicato stampa congiunto di Who/Unicef, l'edizione 2013 del rapporto era pienamente disponibile al momento della dichiarazione di Emma Bonino. 

Veniamo ora alla seconda parte della dichiarazione, per la cui verifica ci rifacciamo nuovamente al già citato rapporto. A pagina 5 leggiamo che, dalla fine del 2011, le persone prive di accesso ai servizi igienici di base sono esattamente 2,5 miliardi. Di questi, 761 milioni usano servizi igienici condivisi o pubblici e 693 milioni utilizzano servizi igienici che non rispettano i requisiti minimi. Nel 2011, 1 miliardo di persone defecavano all'aperto: il 90% delle deiezioni avveniva in aree rurali. Pur sottolineando la mancanza del ministro di non aver utilizzato i dati più recenti, Pagella Politica classifica questa dichiarazione con un "Vero"!

 

Logo
Logo
Logo
Logo