Marcello De Vito

"[Alemanno] non dovrebbe essere rivotato [...] per il livello bassissimo di raccolta differenziata raggiunto (nella migliore delle ipotesi siamo al 30% dichiarato da Ama)".

Pubblicato: 17 mag 2013
Data origine: 02 mag 2013
Macroarea ambiente

La questione della raccolta differenziata a Roma è gia stata trattata da Pagella Politica nell'analisi del manifesto elettorale di Alemanno "+76% raccolta differenziata".

Stavolta è il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle a parlare dell'argomento, accusando Roma di aver un livello estremamente basso di raccolta differenziata visto che, nelle migliori delle ipotesi e come dichiarato dall' Ama, raggiungerebbe il 30%. Effettivamente nel gennaio del 2013, l'Ama comunica il superamento della fatidica soglia, centrando l'obiettivo del "Patto per Roma", redatto nel 2012 con il Ministero dell'Ambiente.

Ma i calcoli dell'Ama saranno davvero i più ottimistici? Sembrerebbe di sì: come si evince da diversi rapporti, l'Urbe negli anni ha sempre raggiunto percentuali molto ridotte nel mondo della sostenibilità. Dal Rapporto Ispra 2012 sui rifiuti urbani, ad esempio, si vede come nel 2009 e 2010 Roma abbia raggiunto poco più del 20% della raccolta differenziata. Anche nell'annuale rapporto di Legambiente "Comuni Ricicloni" del 2012, molte accuse vengono fatte alle politiche green portate avanti a Roma.

Evitando di entrare in polemiche sulla questione, Pagella Politica si limiterà ad utilizzare lo studio per paragonare il dato del 30% di Roma con quello di altre città, per vedere se effettivamente sia vero quanto detto da De Vito sul livello bassissimo dei dati romani. A pagina 28 si può vedere come nessun capoluogo di Provincia nel centro Italia abbia superato la soglia del 65% della raccolta differenziata, a differenza del Nord (pagina 27), capitanato da Pordenone (77.5%), e del Sud (pagina 29), guidato da Salerno (68.4%). Pretendere di confrontare la metropoli di Roma con le realtà più raccolte di Salerno e Pordenone sarebbe ingeneroso per la capitale, la quale richiede termini di paragone validi, come Milano e Torino. E infatti, a pagina 7, si scopre che Milano già negli anni '90, superava la quota del 30% della raccolta differenziata, fermandosi poi a quella soglia. Per quanto riguarda Torino, il capoluogo piemontese passa da zone con oltre il 60% ad altre con appena il 30%. Sembra evidente che molte delle grandi città abbiano difficoltà a portare avanti una raccolta differenziata degna di questo nome, ed è anche chiaro che i livelli romani continuino ad essere molto bassi, nonostante la costante crescita negli ultimi anni.

Pollice (verde) all'insù per Marcello De Vito, premiato con un "Vero". 

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