Rosario Crocetta

"Io sono l'esempio dei tagli più drastici attuati nei confronti della spesa discrezionale: i fondi riservati sono passati da 500 mila dal 2012 a 100 mila, quelli di rappresentanza sono stati ridotti di 200 mila euro".

Pubblicato: 07 mag 2013
Data origine: 17 apr 2013
Macroarea istituzioni

Mentre è in corso di approvazione la manovra finanziaria regionale, il presidente Crocetta tiene a sottolineare il taglio operato dal suo governo alle spese discrezionali. E Pagella Politica con la sua solita solerzia, è andata a verificare se quel che dice corrisponde al vero.

Nella nota di variazione al disegno di legge di bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2013 e per il triennio 2013-2015 - deliberata dalla Giunta regionale il 10 aprile scorso - le spese riservate risultano pari a 100 mila euro per il 2013 e 50 mila euro per ognuno dei due anni successivi (pagina 6 della sezione relativa allo stato di previsione della spesa per il triennio). Le spese di rappresentanza, di cerimonia e di relazioni pubbliche sono, invece, pari a 700 mila euro per il 2013. Rileviamo come la manovra finanziaria sia stata approvata in modo definitivo dall’assemblea regionale il 30 aprile, successivamente alla dichiarazione di Crocetta.

Confrontiamo questi dati con l’anno di riferimento utilizzato da Crocetta: nella pagina dedicata all’anno finanziario 2012, all’aggregato economico 5, viene presentato lo stato di previsione della spesa e si legge che le spese di rappresentanza del 2012 risultano pari a 961 mila euro. Nella voce di bilancio successiva, l’ammontare previsto per le spese riservate è di 200 mila euro e non 500 mila.

Riassumendo, è vero che le spese riservate ammontano a 100 mila euro nella nuova finanziaria, mentre non è vero che la riduzione, rispetto all’anno precedente, è stata drastica nella misura addotta da Crocetta. Per quanto riguarda le spese di rappresentanza, la riduzione è stata anche maggiore (261 mila euro) di quanto affermato da Crocetta.

Nel complesso, assegniamo al presidente Crocetta un “C’eri quasi”!

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