Enrico Letta

"Pensate ai rimborsi elettorali: tutte le leggi introdotte dal 1994 ad oggi sono state ipocrite e fallimentari. Non rimborsi ma finanziamento mascherato. Per di più di ammontare decisamente troppo elevato, come la Corte dei Conti ha recentemente confermato: 2 miliardi e mezzo di euro dal 1994 al 2012, a fronte di spese certificate di circa mezzo miliardo".

Pubblicato: 29 apr 2013
Data origine: 29 apr 2013
Macroarea istituzioni

Enrico Letta si presenta alla Camera per ottenere la fiducia e nel suo discorso programmatico affronta anche alcuni dei temi chiave della recente campagna elettorale, come i costi della politica. I rimborsi ai partiti hanno acceso il dibattito soprattutto dopo che il M5S ha dichiarato di rinunciare ai 42,7 milioni che gli spettavano e ha chiesto al Pd di fare altrettantoSenza entrare nel merito del fallimento e dell'ipocrisia delle leggi finora introdotte, andiamo a vedere i dati citati dal Presidente del Consiglio.

Secondo il più recente rapporto della Corte dei Conti sui rimborsi elettorali - risalente al 2010 ed aggiornato al 2011 - dalle elezioni politiche del 1994 (le prime successive al referendum del 1993 che ha abrogato il finanziamento pubblico ai partiti per le attività ordinarie, lasciando però il contributo per le spese elettorali - pag. 15) a quelle regionali del 2010, i contributi statali ai partiti sono stati pari a circa 2.300 milioni se si includono solamente le somme effettivamente erogate fino all'anno 2011 (si veda tabella). Se a queste aggiungiamo le rate erogate nel 2012 per le politiche del 2008,  le europee del 2009 e le regionali del 2010 otteniamo circa 3 miliardi di rimborsi elettorali erogati fino al 2012 (il calcolo è stato effettuato ipotizzando quote annuali e costanti di rimborso in accordo con la legge n. 156 del 2002 - art. 2, comma 1 - per le politiche del 2008 si è considerato l'intero importo, pari a circa 503 milioni). 

A tale ammontare esorbitante corrispondono soltanto 681 milioni e spiccioli di "spese riconosciute" dei partiti, ossia quelle spese effettivamente sostenute e certificate, fino al 2011. Un importo di poco superiore a quanto presentato da Letta, anche ipotizzando che queste siano aumentate nel corso del 2012 (non azzardiamo valori, perché si tratta di spese non prevedibili a differenza delle quote di rimborso elettorale).

Fuor di dubbio, invece, che la Corte dei Conti appoggi l'opinione di Letta secondo il quale si tratta di "finanziamento mascherato": in un precedente rapporto del 2010 la stessa Corte dei Conti, ammette che la differenza complessiva tra spese effettivamente sostenute e rimborsi erogati dallo Stato "[dimostra] quanto più volte sottolineato in questa relazione, e cioè che quello che viene normativamente definito contributo per il rimborso delle spese elettorali è, in realtà, un vero e proprio finanziamento". 

Qualche imprecisione qua e là, probabilmente dovuta al fatto che Letta fa riferimento a dati meno aggiornati, quali quelli presentati dalla Corte dei Conti nel 2009. Letta esordisce da Presidente del Consiglio con un "C'eri quasi"!

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