Ignazio Marino

"Ho scoperto che da quando si é insediata la Giunta Alemanno hanno tolto la possibilità di fotografare Roma dal cielo per vedere se ci sono abusi edilizi".

Pubblicato: 09 mag 2013
Data origine: 21 apr 2013
Macroarea ambiente

L'affermazione di Marino sembra essere piuttosto forte: possibile che Roma - la città dei palazzinari del boom economico, dell'esplosione di cemento e delle borgate sorte come funghi - non solo non sia dotata di un sistema che consenta di fotografare i casi di abusivismo edilizio dall'alto, ma addirittura li vieti tramite indicazione espressa della Giunta comunale?

In realtà, sembra che Marino abbia descritto una situazione effettivamente esistente, ma che abbia seriamente calcato la mano. Non siamo, infatti, riusciti a trovare alcun articolo di denuncia circa quello che sarebbe stato un atto certamente discusso dell'amministrazione capitolina, neanche nei giornali di area ''avversa'' a quella dell'attuale sindaco Alemanno. Siamo, tra l'altro, abbastanza scettici sulla possibilità che una Giunta comunale possa vietare lo scatto e la circolazione di foto della città dall'alto, specialmente dopo aver approfondito la questione.

Vi presentiamo il "Sistema Vista", meglio descritto come "Vis.T.a", ovvero "Visione Territoriale Aerea". Il software fu sviluppato nel corso del 2003 e del 2004 dalla società Gemma S.p.A., quando, in seguito all'approvazione dell'ultimo condono edilizio (legge 365 del 2003, articolo 32) il Comune di Roma decise di ricorrere all'incrocio di dati aerei per determinare la validità delle richieste di regolarizzazione provenienti dai tanti abusivi sparsi per il territorio romano. Le foto servivano infatti a determinare situazioni di abusivismo edilizio sorte in seguito al periodo condonato e, quindi, a rigettare le tante richieste di condono avanzate da individui interessati ad approfittare della situazione.

Come specificato poco prima, Vis.T.a. apparteneva alla Società Gemma S.p.A., costituita nel 1997 e partecipata per il 20% dal Comune. L'ente assumeva, tra i vari incarichi, quello di smaltimento delle richieste di condono avanzate dai cittadini romani (inerenti al condono edilizio del 1995 operato dal governo Dini). Vis.T.a. era il programma innovativo che consentiva di lavorare con i dati dell'Enac, l'Ente Nazionale dell'Aviazione Civile, per ottenere una visione nitida e precisa degli sviluppi urbani nel corso degli anni. Il nuovo software risultava abbastanza convincente, tanto che fu sottoposto ad aggiornamenti successivi, come si può evincere a pagina 119 del rapporto "Gruppo Comune di Roma" ad opera della Direzione e Coordinamento del “Gruppo Comune di Roma” e per le Politiche Economiche e di Sviluppo.

Purtroppo, però, Gemma S.p.A. non era in grado di smaltire le pratiche con sufficiente velocità, e i suoi bilanci in perdita non giustificavano la continuazione del rapporto con il Comune. La delibera 77 del 3 agosto 2010 del Consiglio Comunale, infatti, prevedeva la cessazione dell'esternalizzazione delle attività di servizio a supporto della gestione del condono edilizio. Ciò significava la cessazione del rapporto con Gemma S.p.A., e il trasferimento delle pratiche del condono del 2003 alla Risorse per Roma S.p.A., nuova società partecipata per il 100% dal Comune.

Insomma, mentre Gemma S.p.A. falliva per bancarotta fraudolenta, Risorse per Roma S.p.A. si trovava a dover smaltire le pratiche in arretrato, oltre a dover integrare i lavoratori della società fallita rimasti per strada. Il tutto senza la possibilità di utilizzare il prezioso database fotografico elaborato da Vis.T.a., data l'esclusività di Gemma S.p.A. sul software. La questione è stata sollevata dai presidenti dei municipi romani controllati dall'opposizione, almeno a quanto risulta dall'articolo "Condono: nuovo sistema fotografico dall'alto" del Messaggero risalente al 2011.

In conclusione, non si tratterebbe di un divieto di effettuare fotografie dall'alto, ma si potrebbe definire come il risultato di un difficile passaggio di consegne da una società all'altra, determinato dalle difficoltà economiche della precedente, come spiegato nell'articolo "Ufficio condono, blitz della Finanza: sequestrate 5.000 pratiche"del Corriere della Sera.

In questo caso ci sembra veramente che Marino abbia voluto esagerare. Dal canto nostro, ci piacerebbe vietargli di proferire altre "Panzane pazzesche" come questa. 

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