Ignazio Marino

"Solo lo scorso anno 28.000 commercianti sono caduti nelle mani dei cravattari che ora nella capitale hanno un giro di affari di oltre 3 milioni di euro".

Pubblicato: 18 apr 2013
Data origine: 14 apr 2013
Macroarea questioni sociali

Esordiamo con una precisazione folkloristica, imprescindibile per i nostri lettori non-romani, ai fini della comprensione di questa dichiarazione: i cravattari di cui parla Ignazio Marino non sono rinomati produttori dell'indiscusso accessorio dell'eleganza maschile, bensì gli strozzini, gli usurai. 

Ebbene, il candidato democratico al Campidoglio ha, purtroppo, pienamente ragione. Nello specifico, Marino fa riferimento a quanto riportato nel XIII Rapporto di Sos Impresa "Le Mani della Criminalità sulle Imprese" (la sintesi per la stampa è disponibile qui). Come si legge nell'articolo di Stefania Gargiulo, riportato nel sito dell'associazione, sono precisamente ventottomila i commercianti vittime di questo illecito, "numero pari al 35% delle attività economiche attive nella Regione Lazio per un giro d'affari stimato nell'ordine dei 3,3 milioni di euro". Alimentata dalla crisi economica, l'usura risuta essere un fenomeno in rapida crescita che colpisce soprattutto persone mature, intorno ai cinquant’anni, principalmente impegnate nel commercio e con oggettive difficoltà a riconvertirsi nel mercato del lavoro. Conseguentemente tentano di tutto per evitare il fallimento della loro attività. 

Unica imprecisione: l'anno; i dati di Sos Impresa, infatti, si fermano al 2011. Una leggera svista che non basta a togliere ad Ignazio Marino un tristissimo "Vero".  

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