Roberto Speranza

"Ci sono circa 100 miliardi che le pubbliche amministrazioni devono alle piccole e medie imprese italiane”. (Min. 01:05)

Pubblicato: 27 mar 2013
Data origine: 22 feb 2013
Macroarea economia

La questione dei debiti delle pubbliche amministrazioni nei confronti dei fornitori privati sta acquisendo un ruolo sempre più centrale nel dibattito sulle misure necessarie per sbloccare la crescita e ridare impeto alle imprese in difficoltà. L'annuncio che l'Unione Europea potrebbe considerare come "fattore attenuante" la liquidazione dei debiti commerciali e quindi concedere all'Italia maggiore flessibilità nel raggiungere gli obiettivi del Patto di Stabilità e Crescita è stata seguita dall'annuncio del governo di sbloccare fondi per rimborsare le imprese pari a 20 miliardi di euro nel 2013 e ulteriori 20 nel 2014.

Ma a quanto ammontano precisamente questi debiti? Le stime sono varie, e non particolarmente esaustive. Durante un'intervista a Che Tempo Che Fa il direttore generale di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha citato il valore di 71 miliardi di euro, specificando che a suo avviso questa stima di Bankitalia era al di sotto del valore reale (si veda circa il minuto 05:10). Nel rapporto di Confindustria "Crescere si può, si deve", si parla del bisogno di liquidare immediatamente almeno due terzi del totale dei debiti delle pubbliche amministrazioni verso le imprese, quantificati a 48 miliardi; aggiungendo il rimanente terzo si arriva a 72 miliardi di euro.

Cercando tra i documenti della Banca d'Italia, però, non abbiamo trovato un immediato riscontro di questi 70 miliardi circa citati da Squinzi. Chiedendo ausilio all'ufficio stampa di Via Nazionale ci è stato indicato, però, come probabile fonte di questo dato il capitolo 13 "Finanza Pubblica" della Relazione annuale 2011 di Bankitalia. Effettivamente, a pagina 148 di questo documento, si può trovare una stima per il 2011, secondo la quale l'indebitamento commerciale complessivo delle amministrazioni pubbliche nel 2011 si sia collocato tra il 4,5 e il 5 per cento del Pil. Visto che il Pil nel 2011 era pari a 1.612,3 miliardi di euro, i debiti delle PA si aggiravano quindi tra i 72,6 e gli 80,6 miliardi. Sottolineiamo che i dati Bankitalia si riferiscono al 2011, e quindi non si può usare quella stessa proporzione per stimare la situazione dei debiti delle PA nel 2012.

Le stime non finiscono qui. A ottobre dell'anno scorso, il Tavolo interassociativo delle imprese dei servizi (organismo dall'acronimo non proprio felicissimo, TAiiS), ha presentato, durante una conferenza dedicata proprio ai ritardi nel pagamento alle imprese, una stima più alta di quella di Bankitalia, che si aggira sui 90 miliardi di euro.

Altre fonti di informazione (TgCom Tiscali, entrambe citando Milano Finanza) parlano di un fantomatico rapporto della Ragioneria Generale dello Stato nel quale si valuterebbe a "circa 94 miliardi" i crediti commerciali dello Stato. Pur avendo cercato a lungo il documento citato da questi articoli non siamo riusciti a trovarlo. Abbiamo però trovato il rendiconto dell'audizione di Biagio Mazzotta, ispettore generale capo dell'Ispettorato generale del bilancio della Ragioneria generale dello Stato, alla Camera il 31 luglio 2012. Mazzotta cita anche lui lo studio di Bankitalia, e poi dichiara che "come Ragioneria Generale dello Stato noi non abbiamo una stima ufficiale eseguita sui debiti commerciali. Dal punto di vista del bilancio noi riusciamo ad avere alcuni dati in più e a effettuare una stima forse un po' più consolidata." Qui ci rivolgiamo ai nostri lettori: se doveste trovare il rapporto a cui si fa riferimento, inviatecelo o segnalatecelo nei commenti!

Chiudiamo con un'altra stima ancora, quella dell'economista Emanuele Padovani, professore di Public Management all'università di Bologna secondo il quale i debiti potrebbero ammontare addirittura a 137 miliardi di euro.Tale misurazione è ripresa anche dalla Cgia di Mestre (che però parla di una stima del Professor Padovani pari a 150 miliardi di euro), che riassume il quadro delle stime sui debiti delle PA in questa nota del suo segretario, Giuseppe Bortolussi.

Insomma, le stime sono tante e non sembra esserci uno studio di una fonte affidabile interamente dedicata al ritardo nei pagamenti alle imprese da parte delle PA e aggiornato al 2013 (sospettiamo che questo possa essere un ostacolo alla risoluzione del problema). Ce ne sono alcune che si avvicinano ai 100 miliardi di euro che Speranza cita - peraltro il caprogruppo Pd alla Camera specifica che si tratta di un'approssimazione usando quel "circa" - e per le quali, quindi, gli potremmo anche assegnare un "Vero". Nel parlare, però, delle sole "piccole e medie imprese" (quando non c'è nessuna indicazione di questa sottocategoria nei studi sovracitati), Speranza esclude senza ragione le grandi imprese, che sono anch'esse creditrici nei confronti dello Stato.

Due imprecisioni di troppo per il lucano Speranza che si guadagna un "C'eri quasi".

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