Farmaco antidiabete che “provoca il cancro”? Facciamo chiarezza
Pubblicato: mercoledì 28 febbraio 2018

Lo scorso 18 febbraio il sito notizie360.com ha pubblicato* un articolo dal titolo “Ecco il farmaco che provoca il cancro, illegale in tutta Europa, ma libero in Italia”.

Nell'articolo si legge: “Ecco il farmaco che provoca il cancro, illegale in tutta Europa, ma libero in Italia. D’altra parte come può il nostro Governo negare alle Lobby dei Farmaci i loro sudati miliardi solo per una manciata di Italiani che pensano di curarsi e che invece crepano di tumore?”.

Il farmaco in questione è per diabetici e, continua l'articolo, sarebbe già illegale in Francia e Germania: “Stiamo parlando del pioglitazone, elemento utilizzato nella cura dei pazienti affetti da diabete e commercializzato nel mondo dalla giapponese Takeda Pharmaceutical e dalla statunitense Eli Lilly, all’interno di Actos, un farmaco che da anni provoca effetti collaterali gravissimi, ma di cui in Italia nessuno sembra accorgersi”.

A denunciare la questione, “per ultimo, è il medico Domenico De Felice, che sul Fatto Quotidiano accusa il ministro della Salute del governo Renzi di non aver preso le misure necessarie per prevenire la diffusione di questo farmaco così pericoloso”.

La notizia originaria

In breve: si tratta di una notizia di poco più di due anni fa, non aggiornata e che dà per scontato un legame di causa ed effetto tra il farmaco citato e il cancro non ancora però verificato. Ma andiamo con ordine.

L'articolo con relativo titolo di notizie360.com è un copia e incolla di un pezzo pubblicato nel 2016 dal sito Curiosity2015. La “catena” delle riprese non si arresta qui. A sua volta, infatti, Curiosity2015 citava come fonte un articolo (qui la copia cache) su lapillolarossa15, che però attualmente risulta sospeso. E infine lapillolarossa15 aveva ripreso quasi interamente un pezzo pubblicato su ambientebio.it il 24 novembre del 2015.

Su notizie360.com (e gli altri due siti) vengono però aggiunte all'articolo originario la frasi che danno per assodato il collegamento tra farmaco e cancro, con frasi del tipo: “IL FARMACO CHE PROVOCA IL CANCRO? LIBERO IN ITALIA, ILLEGALE IN EUROPA. ECCO DI COSA SI TRATTA”.

Lo studio del 2015

Il pezzo di ambientebio.it cita più volte un post, pubblicato il 9 novembre 2015 nella sezione blog del sito del Fatto Quotidiano, a firma di Domenico De Felice, che nella bio del blog si presenta come “oculista in strutture pubbliche, private accreditate e private”. De Felice, nel suo articolo, presenta la pericolosità di “Actos (Pioglitazone), un farmaco anti diabete”, su cui c'è stato, scrive, uno “sperimentato collegamento addirittura con il tumore al pancreas”.

Inoltre, aggiunge ancora, sono state anche presentate “oltre 10.000 cause legate a casi di tumore alla vescica (più frequente, ma meno pericoloso) solo negli Stati Uniti”. De Felice cita a supporto “uno studio a 10 anni, ordinato dalla Fda americana (il massimo organismo mondiale sui farmaci), commissionato e finanziato dalla stessa Takeda (ndr la casa farmaceutica giapponese che, insieme alla statunitense Eli Lilly, commercializza questo prodotto), che ha finito per associare lo stesso farmaco addirittura al tumore al pancreas”.

L'articolo si concludeva con un richiamo al ministro della Salute (nell’allora governo Renzi), Beatrice Lorenzin, per un intervento su questo farmaco.

Lo studio citato si intitola “Pioglitazone Use and Risk of Bladder Cancer and Other Common Cancers in Persons With Diabetes”, ed è stato pubblicato a luglio del 2015 su JAMA, rivista scientifica dell'associazione dei medici americani.

Come sottolineava già nel 2017 Bufale.net, le conclusioni dello studio non mostravano una rapporto di causalità tra il farmaco e diversi tumori: “L’uso di Pioglitazone non è correlato a un aumento statisticamente significativo del rischio di cancro alla prostata, anche se un aumento del rischio, come precedentemente osservato, non è da escludere. L’aumento del rischio di cancro al pancreas e alla prostata associato all’uso di pioglitazone meritano ulteriori indagini per valutare se ci sia un rapporto di causa o una correlazione, confondimento residuo, o causalità inversa”.

Che cosa ha fatto l’Italia

Inoltre, sempre nel 2017, Gianluca Fattori, giornalista scientifico, scriveva su Wired che, in base agli studi finora fatti, “resta ancora da stabilire se il collegamento tra l’assunzione di pioglitazone e l’aumento dell’incidenza tumorale sia un vero rapporto di causa-effetto o piuttosto il risultato di un meccanismo più complesso. Ad esempio non possiamo escludere con certezza che si tratti dell’azione di qualche altro fattore concomitante all’assunzione del farmaco sotto indagine”.

In base a quanto finora emerso, i Paesi si sono mossi in maniera differente: “Francia e Germania già dal 2011 hanno deciso di sospendere o limitare la vendita del farmaco della Takeda Pharmaceutical rispettando il principio di precauzione. Dall’altro gli Stati Uniti hanno introdotto (e aggiornato negli anni in base alle nuove evidenze scientifiche) gli obblighi di indicare in etichetta la possibilità che il pioglitazone possa aumentare il rischio di tumori (...). E poi c’è l’Italia, dove in assenza di valutazioni scientifiche definitive si è preferito non intervenire e restare in attesa".

*Aggiornamento: lo stesso articolo è stato pubblicato il 9 febbraio scorso sul sito TG-news24.

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