“Croce Rossa respinge italiano affamato”. Una vicenda di tre anni fa chiarita dall'associazione
Pubblicato: martedì 20 febbraio 2018


Lo scorso 3 febbraio, streamingneuws.com ha pubblicato* un articolo dal titolo “Croce Rossa respinge italiano affamato: non hai certificato da profugo”. Nel pezzo si legge che a un uomo di 54 anni di Belluno, disoccupato da 5 anni, è stato rifiutato un aiuto dalla Croce Rossa italiana perché secondo l'associazione “non aveva il certificato (quelli che danno ai sedicenti profughi) per ottenerlo. Dopo aver passato una mattinata in fila dietro a decine di clandestini per avere un pasto caldo, l’uomo ha di fatto ricevuto un “no” dalla struttura ‘caritatevole’”.


Si tratta di una notizia vecchia di 3 anni ma spacciata per attuale e su cui la stessa Croce Rossa è intervenuta per chiarire quali sono state le dinamiche della storia. Ma andiamo con ordine. Nell'articolo di streamingnuws.com, in cui mancano riferimenti temporali che permettono al lettore di capire quando il fatto si è verificato, viene indicata come fonte un pezzo del 2017 di actionweb24.com. Come già mostrato un anno fa però da Bufale.net, l'articolo è un copia e incolla di un pezzo pubblicato da Il Giornale il 2 giugno del 2015. Pochi giorni prima, il 31 maggio, la vicenda era stata raccontata da Il Gazzettino con maggiori particolari.


Nel pezzo del Gazzettino veniva specificato più nel dettaglio la situazione dell'uomo protagonista della storia: “L'uomo da cinque anni vivacchia con lavori precari di pochi giorni l'uno e come lui tanti. La sua «colpa» è quella di essere uscito dal mercato del lavoro ad un'età in cui, poi, è difficile rientrare. Ha svolto diversi tirocini in aziende, ma al termine dell'esperienza non c'è mai stata l'assunzione. Così spesso si rivolge ai frati di Mussoi per un pasto e bussa alle parrocchie o alla Caritas per avere qualche pacco di pasta, riso, olio e latte (...)”.


Nello stesso articolo veniva fornita la versione della Croce Rossa di Belluno, tramite le dichiarazioni di Maurizio Feltrin, presidente provinciale dell'associazione: “'Con la crisi sono aumentate le persone bisognose ma anche i furbi, ovvero gente che letteralmente ruba alla mensa dei veri poveri, che ha lo smartphone e l'auto ma per risparmiare e concedersi altri sfizi va a chiedere gli aiuti. Per questo noi da anni sosteniamo solo chi ci è stato segnalato dai servizi sociali del Comune e solo dopo presentazione del modello Isee'”. Non esiste dunque nessun certificato da profugoche il cittadino italiano avrebbe dovuto avere.


Sempre il Gazzettino spiegava che si trattava di “una cernita necessaria, per indirizzare gli aiuti laddove davvero servono e non escludere nessun indigente. Ogni anno la Croce Rossa bellunese distribuisce pasta, riso, olio, tonno, omogenizzati e altro cibo non deperibile per un valore di circa 15mila euro. Ma la richiesta è in continuo aumento e senza una griglia rigida di criteri si rischierebbe di finire in breve i beni disponibili”. “Quel giorno – spiegava ancora Feltrin – ne sono stati rimandati indietro altri dodici, dopo di lui per gli stessi motivi (ndr cioè perché non segnalati dai servizi sociali del Comune). Mi viene da domandarmi: quest'uomo dice di essere senza lavoro da cinque anni, allora perché non si era ancora rivolto ai servizi sociali? Se una persona dimostra di avere davvero bisogno noi l'aiutiamo, non ci tiriamo indietro”.


Sulla proprio pagina Facebook, la stessa Croce Rossa di Belluno, in riferimento all'articolo de Il Gazzettino, aveva pubblicato il 3 giugno 2015 una nota in cui chiariva ulteriormente la vicenda.


*Aggiornamento 23 aprile 2018: lo stesso articolo è stato pubblicato il 22 aprile 2018 dal sito notiziarioonline360.com.

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