Pubblicato: mercoledì 21 ottobre 2020
Photo: Ansa
È un brutto momento per il calcetto, non solo in Italia

Il 13 ottobre è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale un nuovo decreto del presidente del Consiglio (Dpcm), in vigore dal 14 ottobre al 13 novembre, contenente una serie di misure volte a contenere i contagi e contrastare la pandemia di Covid-19.

Per quanto riguarda il mondo dello sport, il governo ha deciso di vietare (art. 1, co. 1, lett. g) «tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto [...] aventi carattere amatoriale». Una tabella rilasciata dal ministero per le Politiche giovanili e lo sport, anche questa pubblicata in Gazzetta Ufficiale, ha poi chiarito la definizione di «sport di contatto»: alcuni esempi sono le arti marziali, diversi tipi di danza, gli sport acquatici come la pallanuoto, il basket e il calcio.

Se quindi in Italia le partite di “calcetto” e le competizioni tra amici sono temporaneamente sospese, qual è la situazione negli altri grandi Paesi europei? Abbiamo controllato, anche grazie all’aiuto del network europeo SOMA e dei nostri colleghi fact-checker internazionali, e il nostro Paese non è l’unico ad aver imposto restrizioni simili.

La situazione in Italia

Nel nostro Paese gli sport «di contatto» a livello amatoriale erano stati bloccati una prima volta già con il Dpcm del 4 marzo (art. 1, co. 1, lett. c). Il governo aveva poi fissato, con il Dpcm dell’11 giugno, il via libera alla ripresa delle attività a partire dal 25 giugno, «nelle Regioni e Province Autonome che, d’intesa con il Ministero della Salute e dell’Autorità di Governo delegata in materia di sport, abbiano preventivamente accertato la compatibilità delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei rispettivi territori».

Il Comitato tecnico scientifico (Cts) – istituito per coordinare la gestione dell’emergenza sanitaria – si era detto contrario alla decisione il 23 giugno, sostenendo che gli sport da contatto avrebbero potuto creare dei «cluster» potenzialmente pericolosi per la trasmissione del virus. Sempre secondo il Cts le partite di Serie A, invece, avrebbero potuto riprendere perché in quel caso le società sportive si sarebbero assunte «piena responsabilità per quanto concerne l’esecuzione e il controllo di uno stringente protocollo di diagnosi e monitoraggio».

Nonostante il parere negativo del Comitato, il 24 giugno il ministro per lo Sport Vincenzo Spadafora (M5s) aveva ribadito la decisione favorevole alla ripresa delle attività amatoriali, affermando su Facebook: «Non sono d’accordo con il NO del CTS agli sport di contatto». Durante l’estate quindi diverse Regioni si erano mosse d’intesa col governo per far ripartire il calcetto e le altre attività sportive tra amici.

Con l’arrivo della seconda ondata di contagi nel nostro Paese, l’ultimo Dpcm del 13 ottobre ha però nuovamente bloccato gli sport da contatto a livello amatoriale su tutto il territorio nazionale almeno fino al 13 novembre.

E in Europa?

Per capire se l’Italia è l’unico Paese europeo ad aver bloccato le competizioni amatoriali a causa della pandemia di Covid-19 abbiamo collaborato con i nostri colleghi fact-checker internazionali e con i membri del Social Observatory for Disinformation and Social Media Analysis (SOMA), un network europeo che comprende diverse organizzazioni impegnate nel contrasto della disinformazione.

La situazione è piuttosto complessa, anche perché diversi Paesi hanno adottato norme differenti in base alle regioni o ai livelli di rischio.

Spagna

Per quanto riguarda la Spagna, i fact-checkers di Maldita.es ci hanno spiegato che mentre il governo centrale guidato dal presidente Pedro Sanchez ha il compito di proclamare lo stato di emergenza nazionale, le decisioni riguardanti gli sport e le attività ricreative sono di competenza delle 17 Comunità autonome che compongono il Paese.

La situazione varia quindi da regione a regione: la Catalogna e la Comunità di Navarra, ad esempio, hanno deciso di fermare gli sport amatoriali, mentre nella Comunità di Madrid o in Andalusia è ancora possibile giocare, adottando le dovute precauzioni.

Germania

I ricercatori di evAI Intelligence, società specializzata in intelligenza artificiale e parte del network SOMA, hanno spiegato a Pagella Politica che anche in Germania le decisioni riguardanti le attività sportive sono di competenza dei diversi Stati federatiche compongono il Paese.

In generale, gli sport da contatto sono stati bloccati in molti Stati – tra cui la Baviera e l’area di Berlino – nel mese di marzo, ma sono poi ricominciati tra fine maggio e inizio giugno. Al momento dunque non sono vietati.

A partire dal weekend del 19 settembre anche i tifosi sono potuti tornare negli stadi, seppur in numero limitato e nel rispetto delle dovute norme di sicurezza.

Regno Unito

I nostri colleghi di Full Fact ci hanno fatto notare che, come nei due precedenti Paesi, anche nel Regno Unito la situazione varia da nazione a nazione.

L’Inghilterra è attualmente divisa in tre aree in base al livello di rischio: medio, alto e molto alto. Nel primo caso, gli sport di gruppo a livello amatoriale possono svolgersi in impianti al chiuso o all’aperto con un massimo di sei partecipanti.

Nelle zone ad alto rischio, invece, gli sport di contatto non professionali possono svolgersi all’aperto in gruppi di al massimo sei persone, mentre in impianti coperti possono giocare insieme solo persone che appartengono allo stesso gruppo di amici o familiari.

Infine, nelle aree a rischio molto alto – come la città di Liverpool – per il momento sono in vigore le stesse regole di quelle a rischio alto, ma il governo afferma che la situazione potrebbe cambiare rapidamente.

In Scozia gli sport di contatto a livello non professionistico sono permessi in impianti all’aperto. Nelle location al chiuso, invece, per i giocatori dai 12 anni in poi sono concesse soltanto attività senza contatto ravvicinato, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale.

In Galles invece, fino al 22 ottobre gli incontri sportivi sono concessi in gruppi con un numero massimo di 30 partecipanti, sia in impianti all’aperto che in location chiuse. Il 23 ottobre, però, la nazione entrerà in una nuova fase di lockdown e tutti i centri sportivi verranno chiusi. Le competizioni e gli allenamenti di gruppo verranno inoltre bloccati almeno fino al 9 novembre.

L’Irlanda del Nord infine ha vietato tutte le competizioni sia all’aperto che al chiuso. L’unica eccezione è rappresentata dagli atleti di livello agonistico.

Francia

I colleghi di CheckNews, la sezione di fact-checking della testata Libération, ci hanno spiegato che fino al 15 ottobre anche il territorio nazionale francese era diviso in diverse zone sulla base dei livelli di contagio rilevati, e gli sport amatoriali erano generalmente concessi in gruppi con un massimo di 10 partecipanti.

A partire dal 16 ottobre, però, il governo di Emmanuel Macron ha dichiarato nuovamente lo stato di emergenza sanitaria su tutto il territorio nazionale e ha imposto il coprifuoco notturno, dalle 21 alle 6, nella regione di Parigi e in altre otto metropoli.

Per quanto riguarda lo sport, adottando le dovute precauzioni sanitarie i cittadini possono ancora giocare e allenarsi in gran parte degli impianti all’aperto, come stadi o piscine scoperte. Come tutti gli altri assembramenti però anche le «pratiche sportive auto-organizzate» sono permesse in gruppi di massimo sei persone.

Altri Paesi

Alcuni colleghi del network SOMA hanno condiviso con Pagella Politica informazioni relative alla situazione nei rispettivi Paesi utilizzando Truly Media, una piattaforma collaborativa per la verifica di contenuti digitali.

L’Irlanda, ad esempio, a partire dal 21 ottobre è entrata nel «quinto livello» del programma studiato per combattere la pandemia, che corrisponde allo scenario con il rischio più elevato. Il protocollo comprende, tra le altre cose, la sospensione di tutte le competizioni e gli allenamenti per sport di gruppo a livello non agonistico.

In Belgio e nei Paesi Bassi invece la pratica dello sport a livello amatoriale è ancora autorizzata, ma senza pubblico. In Svizzera infine a partire dal 1 ottobre è possibile organizzare eventi, come competizioni sportive o festival, con un massimo di mille persone.

In conclusione

Per bloccare i contagi e contenere la pandemia di Covid-19 a partire dal 14 ottobre il governo italiano ha temporaneamente sospeso lo svolgimento di tutte le attività amatoriali relative a «sport di contatto» come il calcio, il basket o le arti marziali.

A livello europeo, l’Italia non è l’unico Paese ad aver preso provvedimenti simili: abbiamo controllato, anche grazie all’aiuto del network SOMA e dei nostri colleghi fact-checker internazionali, e la situazione è piuttosto variegata.

In Spagna, ad esempio, le regolamentazioni cambiano in base alle diverse Comunità autonome che compongono il Paese: se a Madrid si può ancora giocare (indossando la mascherina), a Barcellona le competizioni amatoriali sono state sospese.

La situazione è simile nel Regno Unito: mentre in Irlanda del Nord e in Galles le partite sono state bloccate, in Inghilterra si possono organizzare competizioni in gruppi di massimo sei persone, mentre in Scozia sono permessi tutti gli sport di gruppo in impianti all’aperto.

Anche in Francia – dove il 16 ottobre è stato dichiarato nuovamente lo stato di emergenza sanitaria – sono permesse le attività sportive amatoriali fino a un massimo di sei partecipanti.

In Germania, invece, la decisione spetta ai governi dei diversi Stati federati, e le competizioni non professionistiche hanno generalmente ripreso tra maggio e giugno.

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